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Outdoor e avventura

Valle dell'Orfento e Caramanico Terme: la guida al canyon UNESCO

Riserva Naturale, Geosito UNESCO della Majella, sentieri tra le faggete vetuste e le acque termali della Majella occidentale

·14 min
Canyon profondo della Valle dell'Orfento con il fiume che scorre tra pareti rocciose ricoperte di faggete e vegetazione lussureggiante

C'è un luogo, sulla Majella, dove la natura è rimasta come doveva essere. Si chiama Valle dell'Orfento, ed è l'unico canyon di tutto il massiccio attraversato da un fiume perenne: l'Orfento, che in alcuni milioni di anni ha inciso la roccia calcarea creando una delle gole più spettacolari e ben conservate dell'Appennino. Riserva Naturale Statale dal 1971, gestita oggi dai Carabinieri Forestali, è il cuore selvaggio del Parco Nazionale della Majella e una delle poche aree dove orsi, lupi, lontre, gatti selvatici e una flora di rara ricchezza vivono ancora nel loro habitat originario.

Al suo ingresso c'è Caramanico Terme, borgo medievale di pietra a 650 metri di quota, dal 2011 nel club dei Borghi più Belli d'Italia, celebre per le sue acque termali sulfuree e per essere stata, durante la Seconda Guerra Mondiale, rifugio di centinaia di fuggitivi di ogni nazionalità accolti dalla popolazione locale. In questa guida vi raccontiamo come visitare la Valle dell'Orfento (con tutte le regole, le autorizzazioni, i sentieri principali), il borgo di Caramanico, le terme, gli eremi nascosti nella forra, e perché questo angolo della Majella è uno dei più amati dai naturalisti italiani.

La Valle dell'Orfento: una riserva integrale

La Valle dell'Orfento si trova sul versante nord-occidentale della Majella, nel territorio del Comune di Caramanico Terme (provincia di Pescara). È stata istituita come Riserva Naturale dello Stato con Decreto Ministeriale dell'11 settembre 1971, e successivamente integrata nel Parco Nazionale della Majella nel 1991. La sua superficie è di 2.606 ettari, posti interamente in Zona A "Riserva Integrale" del Parco — il livello di tutela più alto previsto dalla normativa italiana.

La gestione operativa è affidata ai Carabinieri Forestali, attraverso il Reparto Carabinieri Biodiversità di Pescara. Questo dettaglio non è secondario: la Valle dell'Orfento è un'area dove la natura ha priorità assoluta sull'uomo, dove i sentieri sono numerati e segnalati ma non si esce mai dalla rete ufficiale, dove ogni gesto è regolato da una normativa precisa.

Cosa rende unica la Valle

Tre caratteristiche fanno della Valle dell'Orfento un caso quasi unico in Appennino:

  1. L'unico canyon perenne della Majella: a differenza degli altri valloni del massiccio (Valle dell'Orta, Valle di Femmina Morta, Valle Cannella), spesso aridi o con corsi d'acqua stagionali, l'Orfento scorre tutto l'anno con acqua limpida e abbondante.

  2. Variabilità di habitat in pochi chilometri: dalla quercia di roverella a 500 m si passa, salendo, a carpini, ornielli, faggi, fino alla pineta di pino mugo sopra i 1.800 m, e poi alle praterie alpine sopra i 2.500 m. Una varietà eccezionale concentrata in poco spazio.

  3. Acqua pulita certificata: la presenza stabile del merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) — uccello che vive esclusivamente in acque incontaminate — è il segnale biologico di purezza della Valle. Il merlo acquaiolo è il simbolo della Riserva.

Centro Visita "Paolo Barrasso"

Tutta l'esplorazione della Valle dell'Orfento comincia dal Centro Visita "Paolo Barrasso". È molto più di un info-point: è la Sede Scientifica del Parco Nazionale della Majella e uno dei centri visita più completi d'Italia.

Cosa si trova

  • Museo Naturalistico e Archeologico Paolo Barrasso (fondato nel 1986 dal Corpo Forestale dello Stato): collezione di reperti archeologici dal Paleolitico in poi, dioramas degli ambienti della Majella, sezione faunistica con esemplari naturalizzati, sezione archeologica accessibile anche a non vedenti e ipovedenti.

  • Area di accoglienza fauna selvatica in difficoltà: dove vengono curati animali feriti o malati prima della reintroduzione.

  • Centro Lontra: il fiore all'occhiello del Centro. Quattro lontre europee (Lutra lutra) vivono in un'area didattica recintata, osservabili durante le visite guidate. Le visite si effettuano in piccoli gruppi al crepuscolo, quando le lontre sono più attive. Necessaria prenotazione.

  • Sala convegni e proiezioni, biblioteca specializzata, punto vendita libri e materiale del Parco.

  • Postazioni di registrazione per l'accesso ai sentieri della Riserva.

  • Sportello informazioni turistiche su Caramanico e dintorni.

Info pratiche

Indirizzo: Via del Vivaio snc — 65023 Caramanico Terme (PE)
Telefono: +39 085 922343
Accessibilità: l'intera struttura è accessibile a portatori di handicap.

Orari indicativi:

  • Tutti i giorni dell'anno dalle 9:00 alle 13:00.

  • Dal 15 giugno al 15 settembre: anche pomeriggio 15:00-19:00.

  • Dal 20 luglio al 20 agosto: orario continuato 8:00-19:00.

  • Chiuso il 25 dicembre.

L'accesso al Centro Visita è a pagamento, con biglietti che permettono anche la visita al Museo e (su prenotazione separata) al Centro Lontra.

La registrazione di accesso ai sentieri

Una delle peculiarità della Valle dell'Orfento è il sistema di registrazione obbligatorio per accedere ai sentieri. Non è una formalità burocratica fastidiosa: serve a monitorare il numero di persone in valle, a garantire la sicurezza in caso di emergenza, e a tutelare la fauna in modo che non sia disturbata oltre la capacità di carico ambientale.

Come funziona

La registrazione è gratuita e si effettua in uno di questi modi:

  1. Direttamente al Centro Visita di Caramanico Terme (orari sopra).

  2. Online, attraverso il sito ufficiale del Comune di Caramanico Terme (modulo dedicato).

  3. Sul posto, scansionando i QR Code dislocati su pannelli all'inizio di ogni sentiero (sistema attivo per accessi autonomi).

Ogni registrazione vale per un massimo di 10 persone per gruppo (15 se accompagnati da guide professionali). Si riceve una mail di conferma con il QR Code di accesso. La visita all'interno della Valle non è regolamentata da orari, ma è fortemente sconsigliato avventurarsi sui sentieri dall'orario del tramonto in poi.

Regole della Riserva

Trovandosi in Zona A "Riserva Integrale", la Valle è regolata da norme stringenti:

  • Solo sentieri ufficiali: vietato uscire dalla rete sentieristica numerata e segnalata.

  • Cani assolutamente vietati, neanche al guinzaglio (l'unica eccezione è il tratto S tra il Ponte di Caramanico e il Centro Visita, in Zona B).

  • Vietato fare il bagno nel fiume, nemmeno bagnarsi i piedi (Legge Regionale 50/93). La temperatura dell'acqua resta sotto 10°C tutto l'anno e l'ingresso disturberebbe la fauna acquatica.

  • Vietato raccogliere fiori, piante, funghi, rocce.

  • Vietato accendere fuochi, fumare, lasciare rifiuti.

  • Bivacco vietato fuori dai rifugi autorizzati.

Sono regole serie, sanzionate, e — soprattutto — sono ciò che ha permesso di mantenere la Valle nello stato in cui si trova oggi.

I sentieri principali

Dalla Valle si dipartono diversi sentieri di varie difficoltà, tutti numerati e segnalati con cartellonistica ufficiale del Parco. Vi presentiamo i più rappresentativi.

Sentiero delle Scalelle (codice B6) — facile

Il sentiero più frequentato, adatto anche a bambini e principianti. Inizia dal Centro Visita, segue una mulattiera che costeggia la recinzione del Centro Lontra, e poi scende ripido fino al fiume Orfento. Da qui prosegue lungo il torrente in direzione del Ponte di Caramanico, attraverso una serie di ponti in legno che attraversano più volte le sponde del fiume. La fitta vegetazione lascia penetrare solo pochi raggi di sole, creando giochi di luce magici.

Difficoltà: E (Escursionistico) — facile
Durata: 1-2 ore A/R a seconda della porzione percorsa
Dislivello: moderato (200-300 m)
Adatto a: famiglie con bambini sopra i 6-7 anni, escursionisti principianti, fotografi

In primavera, le sponde si riempiono delle fioriture spettacolari del Maggiociondolo. In estate, è frequente vedere il merlo acquaiolo tuffarsi nel fiume alla ricerca di invertebrati.

Anello del Ponte del Vallone — medio

Itinerario ad anello che parte dalla frazione Santa Croce di Caramanico, attraversa campi coltivati e bosco di conifere, scende nel canyon, raggiunge il Ponte di Caramanico, e ritorna al punto di partenza.

Difficoltà: E (Escursionistico)
Lunghezza: 8 km
Dislivello: 180 m
Durata: circa 3 ore

Ottimo per chi vuole esplorare la Valle in profondità ma senza impegni di alta montagna.

Sentiero "L'Altra Valle" — impegnativo

Sempre partendo dalla frazione di Santa Croce, questo itinerario più lungo permette di esplorare le porzioni più alte della Valle. Attraversa una faggeta secolare, sale al Ponte della Pietra (1.000 m), tocca i resti dell'Eremo di Sant'Onofrio all'Orfento (di cui sono visibili solo il portale affrescato, parti di tetto incastonato nella roccia e i resti del campanile a vela), e poi rientra a Santa Croce.

Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
Lunghezza: 16 km
Dislivello: 400 m
Durata: circa 6 ore
Note: include un breve tratto attrezzato con fune d'acciaio.

Da Decontra al Blockhaus — alta quota

La frazione di Decontra, con le sue ordinate case in pietra, è il punto di partenza per itinerari verso le quote alte della Majella. Salendo, si raggiunge il Colle del Blockhaus (2.142 m) e da lì si può proseguire verso la vetta del Monte Amaro o esplorare il pianoro sommitale. Itinerari lunghi, impegnativi, riservati a escursionisti esperti e adeguatamente equipaggiati.

Eremo di San Giovanni all'Orfento — solo con autorizzazione speciale

All'interno della Valle si trova l'Eremo di San Giovanni all'Orfento, uno dei più impervi del territorio celestiniano: frequentato da Pietro da Morrone tra il 1284 e il 1293. L'accesso richiede una specifica autorizzazione presso il Comando della Stazione Forestale di Caramanico, e prevede una scala scolpita nella roccia di circa 20 scalini più un sentiero stretto che in alcuni tratti costringe a procedere a carponi. Ne parliamo in dettaglio nell'articolo Eremi celestiniani della Majella.

La fauna: orso, lupo, lontra e tanto altro

La Valle dell'Orfento è uno degli "hot spot" faunistici dell'Appennino centrale. Anche se molte specie sono difficili da avvistare durante una visita normale (la maggior parte degli animali è schiva, notturna o ad alta quota), il loro ambiente è qui ancora intatto. Ecco i principali abitanti.

Mammiferi protetti

  • Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus): utilizza la Valle come zona di transito e rifugio temporaneo. Avvistamenti rari ma documentati.

  • Lupo appenninico (Canis lupus italicus): popolazione stabile, frequentazione regolare della Valle.

  • Lontra europea (Lutra lutra): la specie-simbolo del recupero ambientale del Parco. Reintrodotta e monitorata, viva in libertà lungo l'Orfento, visibile nelle aree didattiche del Centro Lontra.

  • Gatto selvatico (Felis silvestris): elusivo, presente nei boschi.

  • Lince: presenza sporadica documentata negli ultimi anni.

  • Cervo e capriolo: reintrodotti dal 1983, oggi numerosi.

  • Camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata): alle quote alte.

  • Tasso, faina, volpe, cinghiale, ghiro, arvicola delle nevi.

Avifauna

  • Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus): simbolo della Riserva, vive lungo l'Orfento.

  • Aquila reale (Aquila chrysaetos): nidifica nelle pareti calcaree.

  • Falco pellegrino, lanario, sparviero, falco pecchiaiolo.

  • Piviere tortolino: trampoliere d'alta quota.

  • Picchio dorsobianco, picchio muraiolo, picchio rosso maggiore, picchio verde.

  • Gracchio corallino e gracchio alpino (alle quote alte).

  • Fringuello alpino, sordone, crociere, ciuffolotto, merlo dal collare, culbianco, coturnice.

  • Astore, allocco (nei boschi).

Rettili e invertebrati protetti

  • Vipera dell'Orsini (Vipera ursinii): rarissima, strettamente protetta dalla Direttiva Habitat UE.

  • Parnassius apollo: lepidottero (farfalla) protetto a livello europeo.

  • Diverse specie endemiche di ortotteri atteri d'alta quota.

La flora: dalle querce al pino mugo

La verticalità della Valle dell'Orfento (dai 600 metri di Caramanico ai quasi 3.000 del Monte Focalone) attraversa praticamente tutte le fasce vegetazionali appenniniche. È un laboratorio botanico straordinario.

A bassa quota (500-1.000 m)

Querceto di roverella (Quercus pubescens), carpini (carpino nero e bianco), ornielli, roverella, maggiociondolo (Laburnum anagyroides — le spettacolari fioriture gialle primaverili). Lungo il fiume, ricca presenza di salici, ontani, frassini e felci come la lingua cervina (Phyllitis scolopendrium).

Quota media (1.000-1.800 m)

Domina la faggeta, con esemplari secolari e habitat di rifugio per cervi, caprioli e orsi. Sottobosco ricco di orchidee selvatiche, anemoni, ciclamini, peonie selvatiche.

Alta quota (1.800-2.500 m)

Pino mugo, ginepri prostrati, prati alpini. Tra le specie più preziose:

  • Stella alpina appenninica (Leontopodium nivale subsp. nivale) — varietà endemica dell'Appennino centrale.

  • Soldanella minima subsp. samnitica — uno dei 5 endemismi esclusivi del Parco Nazionale della Majella.

  • Papavero alpino (Papaver alpinum).

  • Peonia selvatica, giglio martagone, genziane d'alta quota.

  • Numerose orchidee di alta quota.

Praterie sommitali (oltre 2.500 m)

Vegetazione pioniera adattata a condizioni estreme. Stelle alpine, sassifraghe, primule, fioriture brevi ed esplosive di giugno-luglio.

Caramanico Terme: il borgo

Il punto di partenza obbligato per la Valle è il borgo di Caramanico Terme — che merita una visita autonoma anche al di là della Riserva.

Borgo più Bello d'Italia (2011)

Caramanico Terme entra nel club dei Borghi più Belli d'Italia nel 2011. Il suo centro storico medievale è abbarbicato su uno sperone roccioso a 650 metri di quota, con vista sulle valli circostanti. Strade strette acciottolate, case in pietra calcarea locale, archi medievali, scalinate, piazzette.

Monumenti principali

  • Chiesa di Santa Maria Maggiore — la principale del paese, di origine medievale.

  • Chiesa di San Tommaso Becket — uno dei rari edifici italiani dedicati al santo inglese martire.

  • Chiesa di San Nicola di Bari, Chiesa di San Maurizio, Chiesa di San Francesco, Chiesa di San Domenico, Chiesa di San Gaetano — la rete delle chiese minori che testimonia l'antica vivacità religiosa.

  • Convento dei Cappuccini di San Lorenzo Martire — appena fuori il borgo, in posizione panoramica.

  • Fontana di Nicola d'Antino — opera dello scultore Nicola d'Antino, originario del territorio.

L'ospitalità di Caramanico (1943-1944)

Tra il 1943 e il 1944, durante l'occupazione tedesca della Linea Gustav, Caramanico Terme e tutta la Valle dell'Orfento divennero rifugio per centinaia di fuggitivi di svariate nazionalità: prigionieri di guerra alleati evasi, ebrei in fuga dalle deportazioni, partigiani, militari sbandati. La popolazione locale, nonostante i rischi di rappresaglia, accolse e protesse tutti. È una pagina di umanità sottovalutata della Seconda Guerra Mondiale italiana, ricordata da targhe e iniziative locali.

Le Terme di Caramanico

Le Terme di Caramanico sono uno degli stabilimenti termali più rinomati dell'Italia centrale. Le acque, classificate come sulfuree salso-bromo-iodiche, sgorgano da una sorgente naturale nel cuore del Parco, all'ingresso della Valle dell'Orfento.

Le acque e le terapie

Le acque di Caramanico hanno temperature medie attorno ai 11-12°C, ricche di idrogeno solforato, sali minerali, oligoelementi. Sono particolarmente indicate per:

  • Affezioni dermatologiche (psoriasi, eczemi, dermatiti)

  • Disturbi ginecologici

  • Patologie respiratorie (riniti, sinusiti, bronchiti croniche)

  • Reumatologia e disturbi muscolo-scheletrici

  • Disturbi vascolari degli arti inferiori

Lo stabilimento offre cure idroponiche, fanghi, inalazioni, percorsi vascolari, massaggi e trattamenti benessere.

Sito termale moderno

Lo stabilimento attuale è un complesso moderno integrato con il paesaggio del Parco, con ampie strutture per le terapie convenzionate SSN e un'area wellness aperta al pubblico. La maggior parte degli alberghi del borgo offre pacchetti "soggiorno termale" combinabili con escursioni nella Valle dell'Orfento.

Stagione di apertura: prevalentemente da aprile a novembre, con pacchetti speciali in primavera e autunno. Verificare gli orari direttamente con lo stabilimento.

Come arrivare e dove dormire

In auto

Da nord/sud: A14 Bologna-Bari, uscita Pescara Ovest, poi A25 Pescara-Roma in direzione Roma, uscita Alanno-Scafa. Da lì, Strada Statale 487 in direzione Caramanico Terme. Tempi indicativi: 30 minuti dall'uscita A25.

Da Roma: A24 fino a Tivoli, A25 in direzione Pescara, uscita Alanno-Scafa, poi SS 487. Circa 2 ore 30 minuti totali.

Mezzi pubblici

Linee autobus collegano Caramanico Terme con Pescara (capoluogo) e con Sulmona. Verificare gli orari estate/inverno presso TUA Abruzzo. Senza auto, la mobilità nelle valli è limitata.

Dove dormire

Caramanico ha una buona offerta ricettiva:

  • Hotel termali: storiche strutture (Hotel La Réserve, Hotel Cercone, Hotel Plaza, Hotel Majestic) con pacchetti termali.

  • B&B e agriturismi nel centro storico e nelle contrade: spesso in case di pietra ristrutturate, gestione familiare, prezzi onesti.

  • Strutture nelle frazioni (Decontra, Santa Croce, San Nicolao): per chi cerca isolamento e contatto diretto con la natura.

  • Camping: alcune strutture stagionali nei dintorni.

Quando andare e cosa portare

Primavera (aprile-giugno)

Il periodo più scenografico: fioriture di maggiociondolo, orchidee, peonie. Acqua del fiume al massimo. Temperature miti, sentieri tutti aperti. Centri visita aperti regolarmente.

Estate (luglio-agosto)

Alta stagione. La Valle dell'Orfento offre refrigerio dal caldo grazie alla vegetazione fitta e alle acque del fiume. Stagione perfetta per le terme. Centro Visita con orari estesi. Prenotare alloggi con anticipo.

Autunno (settembre-novembre)

Stagione del foliage: i versanti si tingono di rosso, oro e arancio. Numero di visitatori più contenuto, atmosfere magiche. Possibili prime piogge: verificare condizioni dei sentieri.

Inverno (dicembre-marzo)

Periodo più suggestivo per gli amanti della solitudine. Attenzione: sentieri della Valle possono essere chiusi per maltempo, neve, rischio idrogeologico. Verificare ordinanze comunali aggiornate prima di partire (il sito del Comune di Caramanico pubblica chiusure straordinarie).

Equipaggiamento essenziale

  • Scarpe da trekking con buona suola e caviglia alta (i sentieri sono umidi e scivolosi, anche le Scalelle).

  • Zaino con acqua (non si beve dal fiume, anche se sembra pulita).

  • Mantellina antipioggia in qualsiasi stagione.

  • Repellente per zanzare in estate.

  • Macchina fotografica: la Valle merita.

  • Mappa o app: la cartografia del Parco è disponibile presso il Centro Visita.

Domande frequenti

Quanto costa visitare la Valle dell'Orfento?

L'accesso ai sentieri della Riserva è gratuito, ma serve la registrazione obbligatoria (gratuita anch'essa). L'ingresso al Centro Visita "Paolo Barrasso" è a pagamento (5-8 euro circa per gli adulti, con riduzioni per bambini, comitive, residenti). La visita guidata al Centro Lontra ha costo separato (10-15 euro circa). Verificare tariffe aggiornate presso il Centro.

Posso visitare la Valle senza guida?

Sì, una volta effettuata la registrazione. La guida non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata se è la prima volta o se non avete esperienza escursionistica. Le guide ambientali escursionistiche di Caramanico arricchiscono notevolmente la conoscenza naturalistica, storica e antropologica del territorio.

Quanto dura una visita "tipo"?

Per una prima visita: circa mezza giornata per il Sentiero delle Scalelle + Centro Visita + Centro Lontra. Per chi vuole approfondire: una giornata intera includendo anello del Ponte del Vallone. Per esperienze più impegnative: 2-3 giorni esplorando vari sentieri, l'Eremo di San Giovanni all'Orfento (con autorizzazione) e le terme.

Posso portare il cane?

No, all'interno della Riserva Integrale i cani sono assolutamente vietati, neanche al guinzaglio. L'unica eccezione è il breve tratto in Zona B tra il Ponte di Caramanico e il Centro Visita (sentiero S). Per soggiorni con il cane, considerare alloggi nel borgo con escursioni alle terme e visite al centro storico.

Posso fare il bagno nel fiume Orfento?

No. È vietato per Legge Regionale 50/93. Il divieto include anche bagnarsi i piedi. Le ragioni sono ambientali (disturbo della fauna, possibile inquinamento) e di sicurezza (acqua sempre molto fredda, rocce scivolose, possibili piene improvvise).

Posso visitare la Valle con bambini piccoli?

Sì, ma con scelte mirate. Il Sentiero delle Scalelle nella sua versione breve (dal Centro Visita) è adatto a bambini sopra i 4-5 anni, sotto la sorveglianza costante. Il Museo del Centro Visita è ideale per bambini di tutte le età. La visita al Centro Lontra al crepuscolo è un'esperienza indimenticabile per i piccoli. Evitare invece sentieri più lunghi o impervi.

Le terme di Caramanico sono aperte tutto l'anno?

No, la stagione termale tradizionale va da aprile a novembre. Verificare orari aggiornati e pacchetti specifici presso lo stabilimento. Molti alberghi hanno aree wellness proprie aperte tutto l'anno.

Si possono fare escursioni notturne?

Le passeggiate al crepuscolo per il Centro Lontra sono ufficiali e guidate. Le escursioni autonome sono fortemente sconsigliate dopo il tramonto: la Valle diventa rapidamente buia e i sentieri possono essere pericolosi.

Cosa fare in caso di pioggia?

I sentieri della Valle dell'Orfento diventano scivolosi in caso di pioggia (terreno argilloso, ponti di legno bagnati). In caso di temporali, possono essere chiusi per ordinanza comunale. Alternative interne: Museo del Centro Visita, terme, centro storico di Caramanico, visita guidata alle chiese.

Scopri la Valle e Caramanico con Stravagando

La Valle dell'Orfento è uno di quei luoghi che si capiscono davvero solo accompagnati da chi li conosce. Le guide ambientali escursionistiche di Caramanico sanno raccontare la flora, riconoscere i versi degli uccelli, indicare gli sgrottamenti dove vissero gli eremiti, leggere il paesaggio come un libro di geologia, biologia, storia e spiritualità. Una visita guidata trasforma una bella escursione in un'esperienza che resta nella memoria.

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Per approfondire: l'articolo sul Parco Nazionale della Majella e Geoparco UNESCO; gli eremi celestiniani della Majella (incluso San Giovanni all'Orfento all'interno di questa Riserva); il Pecorino di Farindola, prodotto sui pascoli del versante orientale del Gran Sasso a poca distanza; Pacentro, Pescocostanzo e al Monte Amaro.

Buon viaggio.

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