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Punta Aderci: la riserva naturale più bella d'Abruzzo
285 ettari di costa selvaggia, falesie e spiagge incontaminate tra Vasto e la foce del Sinello, prima area protetta marina dell'Abruzzo

Ci sono tratti di costa adriatica che hanno fatto la storia del turismo italiano: lunghi, sabbiosi, attrezzati, prevedibili. E poi c'è la Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci: cinque chilometri di costa selvaggia, falesie, dune, ciottoli e sabbia, dove non ci sono stabilimenti, non ci sono passerelle in cemento e non ci sono ombrelloni allineati. C'è il rumore del vento tra le canne, il volo radente dei fratini, il profilo del Gargano all'orizzonte e — al tramonto — un silenzio che sull'Adriatico sembrava perduto per sempre.
Pochi chilometri a nord di Vasto, tra il porto e la foce del fiume Sinello, la Riserva di Punta Aderci tutela 285 ettari di costa rocciosa e dunale che nel 1998 sono diventati la prima area protetta costiera istituita in Abruzzo. Qui nidifica il fratino, un piccolo trampoliere a rischio d'estinzione che è diventato il simbolo della riserva. Qui si trovano alcune delle spiagge più belle del Centro Italia. E qui, lo si dice senza retorica, si può ancora capire come fosse l'Adriatico prima del boom edilizio degli anni Sessanta.
In questa guida vi accompagniamo dentro la Riserva: dalle sue cinque spiagge ai sentieri che la attraversano, dalla flora dunale agli avvistamenti possibili al largo (delfini, tartarughe, capodogli), fino alle esperienze migliori per viverla davvero, in ogni stagione.
Cos'è la Riserva di Punta Aderci
La Riserva Naturale Regionale Guidata di Punta Aderci è stata istituita con Legge Regionale n. 9 del 20 febbraio 1998. Estensione: 285 ettari di area protetta principale, che salgono a circa 400 ettari includendo l'area di protezione esterna. Si trova interamente nel territorio comunale di Vasto, in provincia di Chieti, e si sviluppa per circa cinque chilometri di costa dal Porto di Vasto (località Punta della Lotta) a sud fino alla foce del fiume Sinello a nord, al confine con il comune di Casalbordino.
È, come dicevamo, la prima riserva costiera dell'Abruzzo: nasce dall'esigenza di tutelare un tratto di litorale che, alla fine del Novecento, rappresentava ormai uno degli ultimi lembi di costa adriatica sfuggiti alla cementificazione. Successivamente all'istituzione, l'area è stata riconosciuta dall'Unione Europea come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) all'interno della direttiva habitat. La gestione è del Comune di Vasto, che dal 2000 si avvale della Cooperativa COGECSTRE di Penne per le attività operative, di vigilanza e di educazione ambientale.
L'accesso è libero e gratuito tutto l'anno. Esiste un punto informativo sulla spiaggia di Punta Penna, attivo nei mesi estivi, che offre noleggio canoe, mountain bike e materiale informativo.
"Punta Aderci" o "Punta d'Erce"? Una piccola questione di toponomastica
Il nome ufficiale, quello scritto sulla legge istitutiva del 1998 e sulla cartografia dell'Istituto Geografico Militare, è "Punta Aderci". Ma se aprite un libro di storia locale — le opere ottocentesche dello storico vastese Luigi Marchesani, o ancora prima quelle seicentesche di Nicola Alfonso Viti — il promontorio è sempre chiamato "Punta d'Erce". La forma "Aderci" è una deformazione fonetica che si è imposta solo a partire dagli anni '70 del Novecento, finita per ipercorrettismo persino nelle carte ufficiali.
Le ipotesi etimologiche sull'antico nome "Erce" sono affascinanti. Una scuola di studi locali la collega al culto eracleo: Ercole — Heracles in greco — era nell'antichità protettore dell'allevamento e della transumanza, devozione diffusa nell'Abruzzo dei tratturi, di cui anche il territorio vastese fu attraversato. Un'altra ipotesi più sobria fa derivare "Erce" dal latino arx, arcis, cioè "rocca", "sommità fortificata": il promontorio, in epoca romana, sarebbe stato utilizzato come piccola fortificazione difensiva di Punta Penna. In entrambi i casi, qualcosa di antico c'è. Anche perché sul colle, in tempi recenti, sono stati rinvenuti resti di capanne dell'età del bronzo (intorno al 1000 a.C.), con reperti ceramici di importazione provenienti dalla Puglia: tracce di una zona già abitata e già parte di reti commerciali ben prima dei Romani.
Le cinque spiagge della Riserva (da sud a nord)
1. Spiaggia di Punta Penna
La spiaggia più frequentata e accessibile della Riserva: una lunga distesa di sabbia chiara e sottile formatasi naturalmente dopo la costruzione del molo del porto di Vasto. Fondali bassi e graduali, ideali per bambini e nuotatori meno esperti. È l'unica spiaggia della Riserva che offre alcuni servizi minimi (docce, punti di ristoro) nei pressi del molo. Al limite dell'arenile, all'ombra delle falesie e accarezzate dal vento, si estendono le dune protette: è qui che nidifica il fratino. Da qui si vede svettare, a 70 metri d'altezza, il Faro di Punta Penna, secondo faro più alto d'Italia dopo la Lanterna di Genova, accanto alla chiesetta di Santa Maria di Pennaluce e alla torre cinquecentesca di avvistamento.
2. Spiaggia dei Libertini
Proseguendo a piedi da Punta Penna verso nord si incontra la Spiaggia dei Libertini: ciottoli levigati, fondale sabbioso poco profondo, dimensioni più piccole, atmosfera intima. È raggiungibile anche dall'alto, scendendo dal promontorio attraverso un sentiero di 80 gradini. La leggenda locale — più aneddotica che storica — vuole che il nome derivi dal fatto che, un secolo fa, alcune religiose del vicino convento venissero qui a prendere il sole "alleggerendosi" un po' troppo della veste: comportamenti libertini, appunto.
3. Spiaggetta di Punta Aderci
Appena oltrepassato il promontorio, sul lato nord, si apre una piccola caletta riservata dominata dal profilo del Trabocco di Punta Aderci, una delle macchine da pesca lignee tradizionali della Costa dei Trabocchi. Spazio raccolto, paesaggio sospeso, accesso un po' più impegnativo: di norma è la meno affollata anche in alta stagione.
4. Spiaggia di Mottagrossa
È la spiaggia più lunga e selvaggia della Riserva: una distesa di ciottoli che si estende per chilometri, con un piccolo "laghetto" retrostante (una zona umida che ospita ulteriore biodiversità). Qui si entra davvero in territorio selvatico: niente servizi, niente bar, solo il rumore delle onde e la macchia mediterranea. Sopra Mottagrossa corre un sentiero panoramico in quota (circa 20 metri s.l.m., 3 chilometri di lunghezza) ricavato sull'ex tracciato della ferrovia adriatica: percorribile a piedi o in mountain bike, è uno dei tratti più scenografici della Riserva.
5. Spiaggia di Torre Sinello
All'estremità nord, in prossimità della foce del fiume Sinello, si raggiunge Torre Sinello: il tratto di costa più solitario, di accesso difficile, frequentato quasi solo da escursionisti e fotografi naturalisti. La foce del Sinello è una piccola zona umida di grande interesse naturalistico, con sostanze ornitologiche di passaggio durante le migrazioni.
Il promontorio: il punto di vista più bello della Costa
Tra le spiagge dei Libertini e di Punta Aderci si erge il promontorio di Punta Aderci, alto 26 metri sul livello del mare. È il punto panoramico cruciale della Riserva: in una giornata limpida, dalla sua sommità si abbracciano con un solo sguardo il Gargano a sud, le isole Tremiti, la Maiella e il Gran Sasso a ovest, fino ai monti Sibillini a nord-ovest. È il luogo perfetto per il tramonto: la luce radente accende i campi di grano e di girasoli che arrivano fin sul ciglio della falesia.
La fauna: il fratino e gli altri abitanti della Riserva
Il fratino, simbolo della Riserva
Il vero "re" di Punta Aderci è il fratino (Charadrius alexandrinus), un piccolo trampoliere lungo appena 15-17 centimetri, dalle zampe nere e il petto bianco, oggi classificato a rischio in molte regioni italiane. Le dune di Punta Penna sono uno dei suoi siti di nidificazione più importanti dell'Adriatico centrale: la femmina depone le uova direttamente sulla sabbia, mimetizzate con il colore dell'ambiente. Per questa ragione, durante il periodo riproduttivo (aprile-agosto), alcune aree della spiaggia sono delimitate e segnalate: è fondamentale non oltrepassarle e non lasciare cani liberi. La sopravvivenza della specie a Punta Aderci dipende dal rispetto di queste regole minime.
L'avifauna: una delle più ricche dell'Adriatico
Oltre al fratino, la Riserva ospita un'avifauna stagionale ricchissima. Tra le specie che è possibile avvistare nei diversi periodi dell'anno:
Trampolieri e aironi: airone cenerino, airone rosso, garzetta, sgarza ciuffetto, nitticora, tarabusino. Il fenicottero maggiore appare occasionalmente nelle zone umide della foce del Sinello e del "laghetto" di Mottagrossa.
Rapaci: falco di palude, falco pecchiaiolo, albanella minore, sparviero, gheppio, poiana. Vi sono avvistamenti regolari durante le migrazioni di primavera e autunno.
Uccelli di macchia e dune: gruccione (uno dei più colorati), martin pescatore, beccamoschino, occhiocotto, sterpazzola, allodola, averla capirossa, luì piccolo, cinciallegra.
Uccelli marini: gabbiano reale, gabbianello, sterne, cormorani.
Al largo: delfini, tartarughe e l'evento dei sette capodogli
Le acque della Riserva sono notevolmente pulite, e nelle giornate di mare calmo non è raro avvistare al largo delfini tursiopi e tartarughe marine della specie Caretta caretta. Più rari, ma non impossibili, gli avvistamenti di capodogli: il 12 settembre 2014 sette esemplari di capodoglio rimasero spiaggiati lungo la costa della Riserva, e grazie all'intervento di volontari e della Capitaneria di Porto, quattro furono salvati e rimessi in mare. Un evento drammatico e iconico, che ha legato Punta Aderci all'immagine del capodoglio: anche per questo, l'associazione locale "I Sette Capodogli" organizza ogni anno un Festival dedicato proprio a questi grandi cetacei.
La flora: le piante delle dune e della macchia
La vegetazione della Riserva si organizza in fasce concentriche, dalla battigia verso l'interno, secondo una sequenza ecologica tipica della costa mediterranea. Lungo la battigia spuntano le piante pioniere — il ravastrello marittimo, l'euforbia delle spiagge. Sui cordoni dunali mobili prosperano la gramigna delle spiagge e l'ammofila arenaria, che con le loro radici tengono insieme la sabbia. Nelle dune più stabili crescono la silene colorata, il papavero giallo, il giglio di mare (fiore bianco di rara eleganza, simbolo delle dune sane), la calcatreppola marina e l'eringio. Sulle falesie rocciose sopravvivono specie particolarmente resistenti al salmastro, come il Crithmum maritimum (finocchio marino) e diverse specie del genere Limonium, rare in Abruzzo. Più all'interno, la macchia mediterranea: mirto, ginestra, finocchietto selvatico, e piccole pinete impiantate dall'uomo nel Novecento.
Cosa si può fare a Punta Aderci
Trekking
La rete di sentieri segnalati permette di attraversare l'intera Riserva da sud a nord in circa 2-3 ore di cammino. Il percorso più scenografico parte da Punta Penna, sale al promontorio di Punta Aderci, scende verso la spiaggia di Mottagrossa e prosegue lungo il sentiero panoramico in quota fino alla foce del Sinello. Difficoltà: facile, alla portata di tutti. Esiste anche un sentiero che collega la Riserva, attraverso campagne e vigneti, alla vicina Riserva Naturale Guidata Bosco di Don Venanzio (in territorio comunale di Pollutri): per chi vuole approfondire, una camminata di mezza giornata in più.
Mountain bike ed e-bike
La Riserva è un punto cruciale della Via Verde della Costa dei Trabocchi, la pista ciclabile ricavata sull'ex tracciato ferroviario adriatico. Da Punta Aderci si può pedalare verso sud (verso Vasto e il Trabocco di Cungarelle) o verso nord (Casalbordino, Torino di Sangro, Fossacesia). Il sentiero panoramico sopra Mottagrossa è uno dei tratti più amati dai ciclisti, percorribile anche con bici a noleggio dal punto informativo di Punta Penna.
Snorkeling e canoa
I fondali davanti a Punta Penna e ai Libertini, con il loro mix di sabbia, ghiaia e roccia, sono ricchi di vita marina: posidonia, saraghi, occhiate, polpi, granchi corridori, e tra le cavità delle scogliere madreporari, spugne incrostanti e mitili. Si pratica snorkeling tranquillamente da riva. Per un'esperienza più completa, dal punto informativo di Punta Penna è possibile noleggiare canoe e SUP per costeggiare le falesie e raggiungere il Trabocco di Punta Aderci dal mare — la prospettiva più suggestiva.
Birdwatching e fotografia naturalistica
Per gli appassionati: l'alba e il tramonto sono i momenti d'oro. Le zone migliori per il birdwatching sono le dune di Punta Penna (fratino), il "laghetto" retrostante Mottagrossa (trampolieri e anatidi) e la foce del Sinello (migrazioni). Portate un binocolo: la luce piena del giorno è troppo forte per gli avvistamenti, ma all'aurora e al crepuscolo si vede di tutto. Per la fotografia paesaggistica, il promontorio di Punta Aderci al tramonto è uno dei punti più fotografati di tutto l'Abruzzo costiero.
Tour in barca
Da Vasto Marina partono regolarmente piccole imbarcazioni per tour costieri di 2-3 ore: una buona occasione per vedere la Riserva dal mare, sostare per snorkeling e — con un po' di fortuna — avvistare delfini al largo.
Le regole della Riserva: dieci minuti che fanno la differenza
Punta Aderci sopravvive perché chi la frequenta accetta alcune regole minime. Vi chiediamo qualche minuto per leggerle: la Riserva ne dipende.
Non oltrepassate le delimitazioni delle aree di nidificazione del fratino (aprile-agosto). Anche un solo passo dentro la zona protetta può portare all'abbandono di una covata.
Tenete i cani al guinzaglio. È una regola di legge nelle riserve, ed è essenziale per la sopravvivenza del fratino e degli altri uccelli che nidificano a terra.
Non lasciate rifiuti. Tutto, ma proprio tutto, va riportato indietro: la plastica è il principale nemico delle tartarughe marine al largo.
Vietato accendere fuochi, fare grigliate o lasciare braci. La Riserva è stata colpita da gravi incendi dolosi nel 2020 (Punta Penna) e nel 2021 (Mottagrossa). Massima vigilanza, soprattutto in estate.
Niente musica ad alto volume: disturba la fauna nidificante e disturba gli altri visitatori che cercano proprio il silenzio.
Non raccogliete fiori, piante, conchiglie o reperti: tutto resta dov'è.
Quando andare a Punta Aderci
Primavera (aprile-giugno)
Probabilmente la stagione più bella in assoluto. La macchia mediterranea fiorisce, le migrazioni di uccelli sono al picco, le temperature sono perfette per camminare, le spiagge sono ancora vuote. È anche il periodo di nidificazione del fratino: massima attenzione alle aree delimitate.
Estate (luglio-agosto)
La stagione del mare: tutte le spiagge sono pienamente fruibili, le acque hanno una temperatura ideale per il bagno. La Spiaggia di Punta Penna può essere affollata nei weekend di alta stagione (arrivare presto al mattino o nel tardo pomeriggio); le altre — Libertini, Punta Aderci, Mottagrossa — restano relativamente tranquille anche ad agosto.
Autunno (settembre-novembre)
Settembre è ancora ideale per il mare e i sentieri, con luce dorata e prezzi calanti. Ottobre e novembre sono perfetti per il trekking, la fotografia, il birdwatching delle migrazioni di ritorno. Le falesie sotto il sole basso d'autunno hanno colori straordinari.
Inverno (dicembre-marzo)
La Riserva è aperta tutto l'anno e in inverno si trasforma: niente bagnanti, solo il mare in burrasca, gli uccelli svernanti, il vento. Una giornata a Punta Aderci in pieno inverno è un'esperienza diversa — più severa, più contemplativa — ma non meno bella. Vestitevi a strati.
Come arrivare
In auto
Dalla autostrada A14 prendete l'uscita Vasto Nord e seguite le indicazioni per il Porto di Vasto, poi per Punta Penna. Esistono parcheggi (a pagamento in alta stagione) nelle vicinanze della spiaggia di Punta Penna. Da qui si entra a piedi nella Riserva.
In treno
La stazione ferroviaria Porto di Vasto, sulla linea adriatica, si trova a meno di un chilometro dall'ingresso della Riserva. Da Pescara servono circa 50-60 minuti. È un'opzione comoda per chi viaggia senza auto.
In bici dalla Via Verde
Per chi è già sulla Via Verde della Costa dei Trabocchi, la Riserva è un passaggio obbligato: la pista ciclabile passa proprio per Punta Aderci.
Esperienze da prenotare
Il modo migliore di scoprire Punta Aderci, soprattutto se non conoscete la zona, è farsi accompagnare da una guida locale. Le esperienze più richieste a Punta Aderci sono:
Trekking guidato naturalistico, con interpretazione di flora, fauna e geologia della Riserva.
Birdwatching all'alba, con guida specializzata e binocoli forniti.
Tour in canoa o SUP dalla spiaggia di Punta Penna al promontorio e al Trabocco.
Snorkeling guidato, con maschera e pinne, per esplorare i fondali della scogliera.
Fotografia naturalistica al tramonto, con guida fotografica che porta nei punti migliori per la luce dorata.
Yoga al tramonto sul promontorio, esperienza estiva organizzata localmente.
Su Stravagando stiamo costruendo un catalogo selezionato di esperienze a Punta Aderci e sulla Costa dei Trabocchi, condotte da guide e host locali certificati. Iscrivetevi alla newsletter per essere tra i primi a prenotare quando saranno online.
Domande frequenti su Punta Aderci
Quanto costa entrare nella Riserva?
L'accesso è libero e gratuito tutto l'anno. Eventuali costi sono solo per il parcheggio nei mesi di alta stagione e per esperienze guidate o noleggi (canoe, bici).
Qual è la spiaggia migliore per le famiglie con bambini?
Senza dubbio la Spiaggia di Punta Penna: sabbia fine, fondali bassi e graduali, presenza di alcuni servizi di base. Le altre spiagge (Libertini, Punta Aderci, Mottagrossa) sono di ciottoli e meno attrezzate, quindi più adatte a bambini più grandi o ad adulti.
Si può portare il cane?
Sì, ma sempre al guinzaglio. Nelle aree delimitate per la nidificazione del fratino (aprile-agosto) i cani non sono ammessi. Verificate sempre la segnaletica in loco.
Quanto dura una visita completa alla Riserva?
Per una visita rilassata (passeggiata a Punta Penna + salita al promontorio + tramonto) calcolate mezza giornata. Per il trekking integrale fino a Mottagrossa e ritorno, una giornata intera. Per chi vuole anche fare il bagno e magari noleggiare una canoa, considerate una giornata piena con pranzo al sacco o nel piccolo punto ristoro di Punta Penna.
È possibile vedere il fratino?
Sì, ma serve attenzione e fortuna: il fratino è piccolo (15-17 cm) e perfettamente mimetizzato. Le probabilità migliori sono all'alba o al tramonto, da aprile a luglio, lungo le dune di Punta Penna — osservandolo da lontano e dai sentieri segnalati. Mai entrare nelle aree delimitate. Un binocolo aiuta molto.
Si può fare il bagno in tutte le spiagge?
Sì, in tutte. Le acque della Riserva hanno qualità eccellente. Tenete presente che solo Punta Penna è sabbiosa: le altre sono ciottolose, quindi meglio avere scarpette da scoglio.
La Riserva è accessibile a persone con mobilità ridotta?
La Spiaggia di Punta Penna è accessibile in auto fino a poche decine di metri dalla battigia ed è quindi praticabile anche per chi ha difficoltà motorie. Le altre spiagge e i sentieri della Riserva sono invece su terreno naturale, con tratti di scogliera e gradini, e richiedono una camminata.
È vero che si chiama "Punta d'Erce" e non "Punta Aderci"?
Tecnicamente sì. Il toponimo storico, attestato dalle cartografie IGM ottocentesche e dagli storici locali Marchesani e Viti, è Punta d'Erce. La forma "Aderci" è una deformazione fonetica novecentesca che, per inerzia istituzionale (è la dicitura della legge regionale n. 9/1998), si è imposta come nome ufficiale. Convivono entrambi i nomi: la Riserva si chiama ufficialmente Punta Aderci, ma molti vastesi continuano a chiamarla "d'Erce".
Vivete Punta Aderci con Stravagando
Punta Aderci non è una "destinazione mare" come altre: è un piccolo miracolo di costa selvaggia sopravvissuta alla cementificazione adriatica, custodita da una comunità di volontari, ambientalisti e amministratori che da decenni la difendono. Visitarla con rispetto significa partecipare a questa custodia — e, in cambio, ricevere qualcosa che altrove sull'Adriatico è raro: il silenzio, la luce piena, il rumore del mare sui ciottoli, il volo del fratino sulle dune.
Stravagando è il marketplace italiano dedicato alle esperienze come queste: trekking guidati, birdwatching all'alba, tour in canoa, snorkeling, fotografia naturalistica al tramonto, condotti da guide ambientali e host locali selezionati uno per uno. Stiamo costruendo in queste settimane il nostro catalogo di esperienze a Punta Aderci e sulla Costa dei Trabocchi: nei prossimi mesi sarà possibile prenotare direttamente da qui.
Nel frattempo, se siete guide naturalistiche, fotografi naturalisti, operatori di canoa, scuole di snorkeling o cooperative ambientali che operano sulla Riserva e volete entrare nel nostro circuito, scriveteci: cerchiamo proprio voi.
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Buon viaggio.