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Via Verde della Costa dei Trabocchi: la guida completa alla ciclabile più bella d'Italia
42 km da Ortona a Vasto su ex ferrovia adriatica del 1863: il percorso, le tappe, il noleggio bici e come arrivare in treno

C'è un modo solo per capire davvero la Costa dei Trabocchi: percorrerla in bicicletta. Quaranta chilometri di pista ciclabile praticamente pianeggiante, costruita sul tracciato dell'ex ferrovia adriatica del 1863, che corre con il mare a sinistra e le falesie a destra, passa attraverso tre gallerie illuminate, scavalca tre fiumi, sfila davanti a sedici trabocchi e termina dentro una riserva naturale. Si chiama Via Verde della Costa dei Trabocchi: è una delle ciclabili più belle d'Italia, e una delle più sorprendenti d'Europa.
Da Ortona a Vasto Marina, attraverso sette comuni della provincia di Chieti, la Via Verde è oggi una delle attrazioni turistiche più solide dell'Abruzzo costiero. Il Giro d'Italia 2023 l'ha resa famosa nel mondo con la sua prima tappa, percorsa su 18 chilometri di questa ciclovia. Da allora, il flusso di cicloturisti italiani e stranieri — soprattutto tedeschi, olandesi e francesi — si è quadruplicato. Eppure è ancora una ciclabile in evoluzione: alcuni tratti sono in completamento, le stazioni dismesse stanno diventando ciclostazioni, e la rete di servizi (noleggi, ristori, treni+bici) si sta ampliando di anno in anno.
In questa guida vi accompagniamo lungo l'intera Via Verde: il tracciato chilometro per chilometro, cosa vedere lungo la strada, come arrivare con il treno e dove noleggiare la bici, quando andare, quanto si spende e come pianificare la pedalata, dalla mezza giornata alla settimana completa.

Cos'è la Via Verde della Costa dei Trabocchi
La Via Verde è una pista ciclopedonale di circa 42 chilometri, realizzata sul tracciato dismesso della vecchia ferrovia adriatica inaugurata nel 1863, che restò in funzione fino al 2005 quando le Ferrovie dello Stato la sostituirono con un nuovo tracciato interno. La Provincia di Chieti acquisì l'ex sedime ferroviario e avviò il progetto di riconversione in pista ciclopedonale, che è arrivato a maturazione nel decennio successivo.
Il percorso ufficiale parte dal Porto di Ortona e termina a Vasto Marina, attraversando 7 comuni: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto. È praticamente pianeggiante per tutta la sua estensione (è una ex ferrovia: lo dovevano essere per costruzione), asfaltata, larga, con segnaletica orizzontale verde, e separata in modo chiaro dalla viabilità ordinaria.
Il tratto a nord (Francavilla al Mare-Ortona) è ancora in progettazione, mentre quello a sud (Vasto Marina-San Salvo Marina) è in completamento. La Via Verde fa parte del progetto più ampio Bike to Coast, che mira a connettere in un unico itinerario ciclabile tutti i comuni costieri abruzzesi da Martinsicuro a San Salvo, e del progetto nazionale Ciclovia Adriatica, oltre 1.700 chilometri da Trieste a Leuca.
L'aspirazione finale è il riconoscimento UNESCO della Costa dei Trabocchi: il dossier è in corso di preparazione tra Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e GAL Costa dei Trabocchi.

Il percorso da nord a sud, tappa per tappa
Tappa 1 — Porto di Ortona e le tre gallerie
La Via Verde parte ufficialmente dal Porto di Ortona, accanto al castello aragonese. Il primo tratto è uno dei più scenografici dell'intera ciclabile: si attraversano tre gallerie illuminate, eredità della vecchia ferrovia, dalle quali si esce con vista sul porto e sulla spiaggia dei Saraceni. La Galleria Acquabella, in particolare, si apre direttamente sulle scogliere a strapiombo sul mare.
Subito dopo il porto, il percorso costeggia le spiagge ciottolose di Acquabella, Ripari Bardella e Mucchiola. È qui che si incontra il primo trabocco del viaggio: il Trabocco Mucchiola (oggi ristorante "Gli Ostinati"), una struttura con quasi tre secoli di storia documentata.
Tappa 2 — La foce del Moro e l'eredità della Linea Gustav
Proseguendo verso sud, la pista attraversa la foce del fiume Moro, un punto carico di significato storico: nel dicembre 1943, qui si combatté la Battaglia del Moro, uno degli scontri più sanguinosi della Seconda Guerra Mondiale in Italia, parte della battaglia per sfondare la Linea Gustav. Truppe canadesi, polacche e indiane combatterono soldati tedeschi per il controllo del passaggio. Oggi la zona è uno spot riconosciuto per il surf, ma val la pena fermarsi un momento a leggere uno dei pannelli informativi: il contrasto tra la quiete del lungomare attuale e ciò che accadde qui ottant'anni fa è uno dei lasciti più potenti della Via Verde.
Tappa 3 — Il Promontorio Dannunziano e San Vito Chietino
Più a sud, la pista costeggia il Promontorio Dannunziano, da cui si gode una delle viste più belle dell'intera costa, con il borgo medievale di San Vito Chietino (a 122 metri sul mare) che si staglia sulla collina. È qui che nell'estate del 1889 Gabriele d'Annunzio soggiornò all'Eremo delle Portelle (oggi noto come Eremo Dannunziano) insieme alla sua amante Barbara Leoni, e da qui trasse ispirazione per il romanzo Il trionfo della morte (1894). Sul promontorio si trovano le spoglie di Barbara Leoni, traslate dal cimitero romano del Verano.
Lungo il tratto di San Vito Marina si incontrano i Trabocchi San Giacomo e Punta Scirocco, entrambi oggi attivi come ristoranti, e il celebre Trabocco Turchino, l'unico di proprietà pubblica (Comune di San Vito Chietino), descritto da d'Annunzio come "ragno colossale". Tappa obbligatoria per chiunque sia interessato alla genesi letteraria della Costa.
Tappa 4 — Vallevò, Rocca San Giovanni e il Centro di Documentazione
In località Vallevò, frazione di Rocca San Giovanni, si trova il Centro di Documentazione sulla Costa dei Trabocchi, gestito dal Comune, con materiale storico, audiovisivo e didattico sulla vita dei traboccanti e sull'evoluzione della pesca tradizionale. Qui si trova anche il Trabocco Punta Tufano, con visite guidate e dimostrazioni di pesca su prenotazione. È uno dei tratti più tranquilli e meno frequentati della Via Verde, perfetto per una sosta.
Tappa 5 — L'Abbazia di San Giovanni in Venere e Fossacesia
Una deviazione collinare di circa 5 chilometri (su strada, con salita) permette di raggiungere l'Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia, una delle più importanti abbazie romaniche d'Abruzzo, costruita nel XII secolo dall'abate Oderisio sopra un precedente tempio dedicato a Venere. Vista panoramica spettacolare sul golfo. Dalla Via Verde, la deviazione richiede un'ora circa andata e ritorno, salita compresa: vale la pena, soprattutto al tramonto.
Rientrando sulla pista, si attraversa Fossacesia Marina e poi il ponte sulla foce del Sangro: il fiume più importante della provincia di Chieti, che segna anche un confine territoriale netto.
Tappa 6 — Cala Le Morge, Torino di Sangro e il tratto interrotto
Tra Lido Dragoni (Fossacesia) e Cala Le Morge (Torino di Sangro) la ciclabile è attualmente interrotta per circa 2 chilometri: è necessario percorrere un tratto della SS16 Adriatica, con attenzione al traffico. I lavori per chiudere questo gap sono in corso. Ricominciata la pista a Cala Le Morge, si raggiunge il Trabocco Punta Le Morge — il secondo trabocco pubblico della costa, gestito dal Comune di Torino di Sangro tramite associazione — e poi il Lido Le Morge, con stabilimenti e punti ristoro. Salendo verso il borgo collinare di Torino di Sangro si trova il Cimitero Britannico della Seconda Guerra Mondiale, memoria viva della Battaglia del Sangro.
Tappa 7 — Casalbordino, Riserva di Punta Aderci e Vasto Marina
Da Lido Le Morge, la pista prosegue verso Casalbordino Lido, dove abbandona temporaneamente l'ex tracciato ferroviario per costeggiare il lungomare sabbioso. Pochi chilometri dopo, la ciclabile entra nella Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci: è il tratto paesaggisticamente più spettacolare dell'intero percorso. Strada brecciata in mezzo a campi di grano e vigneti, vista sul mare aperto, le falesie del promontorio di Punta Aderci che si avvicinano, il Faro di Punta Penna (70 metri, secondo faro più alto d'Italia) che svetta all'orizzonte. Qui Ciclovia e Riserva si fondono in un unico spazio di cammino.
Superata la zona industriale di Punta Penna (su strada comunale a basso traffico, per circa 1 chilometro), la pista riprende in località La Canale e arriva fino a Vasto Marina, fine ufficiale della Via Verde. Da qui, lungomare di Vasto Marina, accesso a Vasto centro storico e alla stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo.
Come arrivare alla Via Verde
In treno (l'opzione consigliata)
L'intermodalità treno + bici è il modo più intelligente di percorrere la Via Verde: arrivi in treno, prendi una bici a noleggio, pedali in una direzione, torni in treno dalla stazione di arrivo. La linea ferroviaria adriatica serve l'intera costa con stazioni a brevissima distanza dalla pista. Le principali:
Pescara Centrale: stazione principale con ascensori, da qui si scendono con i treni regionali verso la costa.
Francavilla al Mare: punto di partenza ideale per chi vuole iniziare a nord (anche se il tratto Francavilla-Ortona richiede SS16).
Ortona: stazione a 5 minuti a piedi dal Porto, inizio ufficiale della Via Verde.
San Vito-Lanciano: posizione strategica, vicino al Trabocco Turchino e all'Eremo Dannunziano.
Fossacesia-Torino di Sangro: nel cuore del percorso.
Casalbordino-Pollutri: tappa intermedia, vicino al Lido Le Morge.
Porto di Vasto: a meno di un chilometro dalla Riserva di Punta Aderci.
Vasto-San Salvo: fine pratica della Via Verde, vicinissima a Vasto Marina.
Sulla linea adriatica regionale, i treni regionali Trenitalia attrezzati permettono il trasporto bici gratuito (cercate il pittogramma bici sulla scheda treno). Nei mesi estivi alcune corse hanno carrozze con fino a 64 posti bici. Sugli Intercity, supplemento di 3,50 € con prenotazione obbligatoria. C'è anche un servizio dedicato chiamato "Trabocchi Line", con una ventina di corse giornaliere tra Pescara e i comuni della Costa, particolarmente comodo nei weekend e in alta stagione.
In auto
Dall'autostrada A14 Adriatica si esce a Ortona (per partire da nord), Lanciano-Val di Sangro (per la tappa centrale), Vasto Nord o Vasto Sud (per partire da sud). Parcheggi disponibili al Porto di Ortona, alla stazione di Fossacesia-Torino di Sangro, nei lidi balneari e a Vasto Marina. In alta stagione, treno + bici è decisamente più comodo.
Noleggio bici: dove, cosa, quanto
Esiste un sistema di Bike Station nelle stazioni ferroviarie (Ciclostazioni dei Trabocchi), promosso da Camera di Commercio Chieti-Pescara, GAL Costa dei Trabocchi, Legambiente e Rete Ferroviaria Italiana, attivo nelle stazioni di Francavilla, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia-Torino di Sangro, Casalbordino, Porto di Vasto e Vasto-San Salvo. Oltre alle Bike Station ufficiali, in tutti i centri attraversati si trovano operatori privati di noleggio (Ciclotrabocchi, Bikelife, Green Road Bike e molti altri), oltre a B&B e hotel che mettono a disposizione bici per gli ospiti.
Tipologie e prezzi indicativi:
City bike o trekking bike: 10-15 €/giorno. Adatte per il percorso pianeggiante, vanno bene per quasi tutti.
Mountain bike: 15-25 €/giorno. Utile se si vogliono fare deviazioni su strade brecciate o sterrate (per esempio dentro la Riserva di Punta Aderci).
E-bike a pedalata assistita: 25-35 €/giorno. Consigliata se volete fare l'intero percorso in giornata, o se siete in famiglia con livelli di allenamento diversi.
Tandem o bici per bambini: disponibili in alcuni operatori, su prenotazione.
Bici da trasporto / con seggiolino: nei principali operatori, per famiglie.
Tutti i noleggi includono casco e lucchetto; alcuni offrono servizio di trasporto bagagli tra una struttura ricettiva e l'altra (utile per i viaggi multi-giorno) e traccie GPX con punti di interesse pre-caricati.
Quando andare
Primavera (aprile-giugno)
Probabilmente il periodo migliore. Temperature ideali per pedalare (15-25°C), giornate sempre più lunghe, fioritura della macchia mediterranea, mare già balneabile a fine maggio. Particolarmente belli i ponti di aprile e maggio. Da considerare che alcuni trabocchi-ristorante aprono solo da Pasqua in poi.
Estate (luglio-agosto)
La stagione naturale del mare: tutti i trabocchi-ristorante aperti, lidi balneari in piena attività, possibilità di bagno a metà giornata. Da evitare le ore centrali (sopra i 30°C): pedalate all'alba (la luce del mattino sul mare è straordinaria) o nel tardo pomeriggio fino al tramonto. Più affluenza sui weekend, ma la pista è larga e gestisce bene i flussi.
Autunno (settembre-ottobre)
Settembre è uno dei mesi più piacevoli: mare ancora caldo, temperature da pedalata perfette, meno turisti, prezzi calanti. Ottobre regala colori straordinari e una luce calda particolarmente fotogenica. Alcuni trabocchi-ristorante chiudono dopo il 31 ottobre, controllate prima.
Inverno (novembre-marzo)
La Via Verde è aperta tutto l'anno, e in inverno regala un'esperienza diversa: mare in burrasca, lungomari deserti, silenzio assoluto. Vestitevi a strati. Molti trabocchi-ristorante sono chiusi, ma alcuni ristoranti tradizionali sui lungomari restano aperti tutto l'anno. Ideale per cicloturisti contemplativi e fotografi.
Come pianificare la pedalata: tre opzioni
Mezza giornata (10-15 km)
Per chi ha poco tempo o non è allenato: scegliete una tratta singola, per esempio Ortona-San Vito Chietino (10 km, ~45 minuti pedalando rilassati) o San Vito-Fossacesia (12 km). Soluzione perfetta per un pranzo in trabocco con pedalata di andata e ritorno. Nell'opzione "treno+bici": treno alla partenza, bici fino alla fermata successiva, pranzo, treno per tornare.
Giornata intera (30-42 km)
Per chi vuole fare tutta la Via Verde o gran parte. Ortona-Vasto Marina in giornata richiede circa 4-5 ore di pedalata effettiva, escluse soste; con pause adeguate (pranzo in trabocco, bagno, fotografie) calcolate una giornata piena dalle 9 alle 18-19. Con e-bike è molto meno faticoso. Treno+bici: arrivo a Ortona la mattina, bici fino a Vasto-San Salvo, treno di ritorno.
Più giorni (week-end o settimana)
Il modo migliore di vivere la Via Verde: pedalare da nord a sud in 3-5 giorni, dormendo in B&B o agriturismi diversi ogni notte. Esempio classico in 4 giorni: Ortona (notte 1), San Vito Chietino (notte 2), Fossacesia (notte 3), Vasto Marina (notte 4). Molti operatori offrono pacchetti chiavi in mano con noleggio bici, hotel prenotati, trasporto bagagli incluso.
Per chi è adatta la Via Verde
Famiglie con bambini
Sì, decisamente. Il percorso pianeggiante, la separazione dalla viabilità ordinaria e la presenza di soste frequenti (spiagge, parchi, lidi) la rendono ideale per famiglie. Con bambini piccoli (3-7 anni) consigliamo seggiolino o bici di trasporto, e tratte brevi (5-10 km). Con bambini più grandi (da 8 anni in su), tratte di 15-25 km sono perfettamente fattibili. Attenzione al tratto interrotto SS16 tra Lido Dragoni e Cala Le Morge: evitatelo o organizzate un trasferimento.
Cicloturisti esperti
La Via Verde è "tecnicamente facile" ma straordinariamente scenografica. Anche cicloturisti esperti del Trentino, dell'Alto Adige e d'Europa la inseriscono nelle loro top 10. Per chi vuole più sfida, si possono integrare deviazioni collinari verso Lanciano, Treglio, Castel Frentano (la futura ciclabile "a pettine" da 23 km è in costruzione) e verso l'Abbazia di San Giovanni in Venere (5 km salita).
Camminatori, runner, skater
La superficie liscia e omogenea rende la Via Verde adatta anche a chi vuole camminare, fare nordic walking, correre, andare in pattini o monopattino. Esiste una delimitazione tra zona bici e zona pedonale nei tratti più affollati. Per il running, il consiglio è di farlo alle prime luci dell'alba: meno persone, luce migliore.
Persone con mobilità ridotta
La pista è asfaltata, pianeggiante, ampia: utilizzabile con handbike, sedie a rotelle elettriche e tandem speciali. Alcuni operatori noleggiano handbike e tricicli adattati. Le stazioni di Pescara Centrale e Ortona hanno ascensori. Da segnalare i progetti di accessibilità promossi da Village For All, che ha valutato positivamente la fruibilità della Via Verde per turisti con disabilità.
Cosa portare con voi
Acqua: nelle ore calde almeno 1,5 litri a persona. Lungo il percorso ci sono molti punti di ristoro, ma non sempre fontanelle pubbliche.
Crema solare e cappellino: il sole sull'Adriatico è forte da maggio a settembre.
Una felpa o k-way: la brezza marina può raffrescare velocemente.
Costume e telo: spiagge accessibili praticamente ovunque, sarebbe un peccato non fermarsi per un tuffo.
Macchina fotografica: i trabocchi al tramonto sono uno spettacolo.
Powerbank: per ricaricare smartphone (utile soprattutto per la mappa GPS).
Lucchetto: di solito incluso nel noleggio, ma controllate.
Mangiare lungo la Via Verde
La pista passa davanti a sedici trabocchi-ristorante, oltre a innumerevoli ristoranti, trattorie, bar e lidi balneari nei centri abitati. Per la cena in trabocco (esperienza obbligatoria almeno una volta nella vita), consultate la nostra guida ai trabocchi-ristorante con tutti i dettagli su prenotazione, costi e tipologia.
Per il pranzo veloce lungo il percorso (sandwich, tramezzini, frutta, gelato), tutti i centri attraversati hanno bar e gastronomie locali. Il "aperifish" al tramonto in un trabocco-ristorante (aperitivo strutturato di pesce + calice di vino, 20-35 €) è una formula recente molto richiesta.
Domande frequenti sulla Via Verde
La Via Verde è interamente percorribile in bici?
Quasi interamente. Esiste un'interruzione di circa 2 chilometri tra Lido Dragoni (Fossacesia) e Cala Le Morge (Torino di Sangro) che richiede un tratto sulla SS16 Adriatica. I lavori per completare il collegamento sono in corso. Altre brevi deviazioni su strade comunali a basso traffico si trovano nella zona di Punta Aderci/Punta Penna. Il resto è pista ciclopedonale separata e sicura.
Quanto tempo serve per percorrere tutta la Via Verde?
Pedalando con ritmo regolare (15 km/h), 42 chilometri richiedono circa 3 ore di pedalata effettiva. Ma è una stima teorica: nessuno percorre la Via Verde senza fermarsi. Calcolando soste fotografiche, pranzo, eventualmente un bagno, prendete una giornata intera (8-10 ore in tutto). Con e-bike il tempo di pedalata si riduce a 2-2,5 ore.
Posso fare la Via Verde in autonomia o devo prenotare un tour?
Assolutamente in autonomia. Basta arrivare in treno o in auto a una qualsiasi stazione/parcheggio sul percorso, affittare una bici, e partire. La segnaletica è chiara, le mappe sono ovunque, il percorso è semplice da seguire. I tour guidati sono un'opzione (per chi vuole approfondimenti storici, naturalistici o gastronomici), non un'obbligo.
I cani sono ammessi?
Sì, al guinzaglio. Molti viaggiatori percorrono la Via Verde con i loro cani in carrellino traino o nei cestini delle bici. Nelle aree protette (Riserva di Punta Aderci) attenetevi alle regole specifiche della Riserva.
È possibile dormire lungo la Via Verde?
Sì, ampia offerta ricettiva: hotel, agriturismi, B&B, campeggi, ostelli, villaggi turistici. Tutti i comuni attraversati hanno una o più strutture. Molte sono "bike friendly" (rimessaggio bici, officina interna, colazione adattata ai ciclisti). In alta stagione (luglio-agosto) prenotate con almeno due settimane di anticipo.
Ci sono fontanelle d'acqua pubbliche lungo il percorso?
Poche. Meglio portarsi acqua da casa o rifornirsi nei bar e nei lidi. In molti punti di ristoro l'acqua è offerta gratuitamente ai ciclisti su richiesta.
La Via Verde è candidata UNESCO?
La Costa dei Trabocchi nel suo complesso (i trabocchi storici, il paesaggio, la cultura traboccante) è candidata a patrimonio UNESCO. La procedura è in corso da parte di Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e GAL Costa dei Trabocchi. La Via Verde è uno degli elementi che valorizzano la candidatura: la fruizione sostenibile e turistica del patrimonio.
Si può portare la propria bici sul treno regionale Trenitalia?
Sì, sui regionali della linea adriatica le bici viaggiano gratuitamente nelle carrozze attrezzate (pittogramma bici). Nei mesi estivi alcuni convogli hanno fino a 64 posti bici. Sugli Intercity serve prenotazione con supplemento di 3,50 €. Verificare sempre orari e disponibilità sull'app Trenitalia.
Vivete la Via Verde con Stravagando
Pedalare la Via Verde non è semplicemente "andare in bici": è scoprire la Costa dei Trabocchi al ritmo giusto, fermarsi quando il mare lo chiede, salire su un trabocco al tramonto, dormire in un B&B sopra le falesie, ripartire all'alba mentre i pescatori escono dal porto. È turismo lento, di lusso quieto, accessibile a tutti.
Stravagando è il marketplace italiano dedicato alle esperienze come queste: tour guidati in bici sulla Via Verde, pacchetti treno+bici+trabocco, fotografia al tramonto sui promontori, soste storiche al Promontorio Dannunziano e all'Abbazia di San Giovanni in Venere, birdwatching nella Riserva di Punta Aderci, condotti da guide cicloturistiche e host locali selezionati uno per uno. Stiamo costruendo in queste settimane il nostro catalogo di esperienze sulla Costa dei Trabocchi: nei prossimi mesi sarà possibile prenotare direttamente da qui.
Nel frattempo, se siete noleggiatori di bici, operatori di tour cicloturistici, B&B bike friendly o operatori della Via Verde e volete entrare nel nostro circuito, scriveteci: cerchiamo proprio voi.
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Buon viaggio.