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Cibo e vino

Confetti di Sulmona: la storia della città del confetto italiano

Da Santa Chiara a Pelino: cinque secoli di tradizione confettiera nella patria di Ovidio, tra Mandorla di Avola e bomboniere artistiche

·15 min
Bouquet di confetti di Sulmona colorati a forma di fiori e margherite esposti in una storica vetrina del centro storico

A Sulmona, in provincia dell'Aquila, c'è una fabbrica di dolci che produce ininterrottamente dal 1783. È stata fondata da Bernardino Pelino quando l'Italia non esisteva ancora come stato, Napoleone aveva quattordici anni e Goethe stava finendo di scrivere il primo Faust. Da allora sette generazioni della famiglia Pelino si sono passate la stessa ricetta, gli stessi macchinari, gli stessi codici di lavorazione. Oggi i Confetti di Sulmona sono il dolce simbolo di tutti i matrimoni reali inglesi degli ultimi quarant'anni — da Carlo e Diana a William e Kate, fino a Harry e Meghan — e Sulmona è la capitale mondiale di un'arte che combina pasticceria, agricoltura, simbologia e abilità manuale come pochi altri prodotti italiani.

In questa guida vi raccontiamo tutto: la storia (le Clarisse del Monastero di Santa Chiara nel XV secolo, la fondazione Pelino nel 1783, l'arrivo di William Di Carlo nel 1833), la tecnica delle bassine di rame e i cinque giorni necessari per fare un confetto autentico, la mandorla giusta, la numerologia dispari, i colori per ogni occasione, e come pianificare una visita a Sulmona — che è anche una delle città gastronomiche più affascinanti d'Abruzzo.

Sulmona con i confetti

Cos'è un confetto di Sulmona

Un confetto di Sulmona autentico è una mandorla intera ricoperta da uno strato di zucchero puro, lavorato per più giorni in una bassina di rame fino a formare una superficie liscia, brillante, di forma ovale o tondeggiante. La ricetta originaria prevede tre ingredienti soltanto:

  • Mandorla intera (idealmente di Avola, Sicilia)

  • Zucchero puro

  • Eventualmente vaniglia per aromatizzare (nella versione classica)

Non ci sono farine, amidi, maltodestrine, gommas — gli ingredienti "addensanti" a basso costo che molte aziende industriali utilizzano per accelerare il processo e ridurre la quantità di zucchero. È proprio l'assenza di addensanti a definire il confetto sulmonese autentico. Esiste persino un test storico per verificarne l'autenticità: si versa un confetto in un bicchiere d'acqua. Il vero confetto di Sulmona si scioglie completamente, lasciando solo la mandorla pulita sul fondo, senza alcun deposito farinoso. Le imitazioni industriali, invece, lasciano un residuo bianco di amidi.

La forma è tendente all'ovale, le dimensioni sono maggiori dei confetti industriali (perché la mandorla di Avola è più grande), il sapore equilibra la dolcezza dello zucchero con l'amarognolo della mandorla. La superficie ha la liscezza tipica di chi è stato fatto in giornate di lavorazione.

Le origini: dal Monastero di Santa Chiara al 1783

La storia del confetto a Sulmona ha radici profonde. I Romani li chiamavano cupedia, che significa "cosa desiderata", e li regalavano in occasione di nascite, matrimoni e cerimonie religiose. La parola italiana "confetto" deriva dal latino conficere, "preparato, confezionato". Inizialmente, però, la mandorla non era ricoperta di zucchero (che in Europa arrivò stabilmente solo nel VII-VIII secolo dC), ma di un composto di miele e farina.

Le Clarisse del Monastero di Santa Chiara (XV secolo)

La svolta avvenne nel XV secolo, quando lo zucchero divenne disponibile in modo stabile grazie ai commerci con il Mediterraneo orientale. È a questo periodo che si fa risalire la nascita della moderna fabbricazione del confetto, e Sulmona ne è uno dei centri storici principali. La tradizione locale (codificata da numerose fonti gastronomiche e storiche) attribuisce un ruolo decisivo alle Clarisse del Monastero di Santa Chiara di Sulmona.

Le monache clarisse, oltre alla preparazione di confetti come dolce per cerimonie religiose, svilupparono una tecnica artistica unica: utilizzando fili di seta colorata e steli di metallo, intrecciavano i confetti in composizioni decorative — fiori stilizzati, spighe di grano, grappoli d'uva, rosari, ghirlande. Era artigianato religioso e dolciario insieme: i confetti diventavano elementi di iconografia sacra.

Queste creazioni floreali in confetti divennero famose in tutto il territorio e oltre, generando un piccolo indotto commerciale che si sviluppò nei secoli successivi. Ancora oggi, passeggiando per il centro storico di Sulmona, si vedono ovunque queste composizioni nelle vetrine: la tradizione delle Clarisse non si è mai interrotta.

La nascita della Fabbrica Pelino (1783)

Il maggio 1783, un atto notarile sancì la nascita della Fabbrica Pelino a Introdacqua, piccolo paese a 5 chilometri da Sulmona. Il fondatore era Bernardino Pelino (detto Berardino in alcuni documenti d'epoca), e l'attività iniziale era il commercio di mandorle. Solo con la generazione successiva, sotto la guida di Panfilo Pelino, l'azienda iniziò la produzione vera e propria di confetti, sfruttando le mandorle accumulate e la richiesta crescente dei mercati locali e nazionali.

La terza generazione, rappresentata da Francesco Paolo Pelino, espanse le attività durante la difficile transizione tra Regno di Napoli, Regno d'Italia e prime industrializzazioni. Con il Novecento, la fabbrica si trasferì da Introdacqua a Sulmona in via Stazione Introdacqua 55, dove tuttora si trova insieme al museo aziendale.

Oggi la Fabbrica Pelino è gestita dalla settima generazione della famiglia: Mario Pelino e i figli Alfonso e Olindo. È iscritta nel club degli Hénokiens, la rinomata associazione internazionale che riunisce le aziende familiari europee e giapponesi con oltre 200 anni di storia ininterrotta, dirette ancora da discendenti della famiglia fondatrice. È una delle pochissime aziende italiane a farne parte.

L'arrivo di William Di Carlo (1833)

Cinquant'anni dopo la fondazione di Pelino, nel 1833, nasce un'altra dinastia confettiera sulmonese: Confetti William Di Carlo. Anche questa è una storia familiare a trazione plurigenerazionale, oggi presente con propri punti vendita in Italia e all'estero — tra cui un negozio nel Dubai Festival City Mall. Pelino e William Di Carlo sono storicamente i due nomi più importanti del confetto sulmonese, con stili leggermente diversi ma stessa fedeltà alla tradizione artigianale.

Le altre dinastie storiche

Accanto a Pelino e William Di Carlo, Sulmona ospita altre aziende confettiere storiche che hanno contribuito alla fama mondiale del prodotto: Buratti Confetti, Confetti Rapone, oltre a numerose botteghe artigianali del centro storico che vendono e producono confetti con tecniche tradizionali.

Non confondete però i confetti di Sulmona con quelli di Mucci: la famiglia Mucci è anch'essa una dinastia confettiera storica italiana, ma è pugliese (di Andria), non sulmonese. Sono prodotti diversi, di tradizione altrettanto antica ma con tecniche e materie prime distinte.

Negozio di confetti di Sulmona

La tecnica: bassine di rame e cinque giorni di pazienza

La produzione del confetto di Sulmona segue una tecnica codificata da secoli che si è modificata solo nei dettagli (motorizzazione, controllo temperatura), ma non nella sostanza.

Le bassine di rame

Il cuore della produzione è la bassina di rame: un grande contenitore semisferico, lucido all'interno, che ruota continuamente su un asse inclinato. Una bassina può contenere diverse decine di chili di mandorle alla volta. La forma e il materiale sono studiati per garantire una distribuzione omogenea dello zucchero su ogni singola mandorla.

Prima della motorizzazione, le bassine erano mosse a mano, manualmente, per tutte le ore necessarie alla lavorazione — un lavoro fisicamente massacrante che richiedeva forza, costanza e precisione. Ancora oggi, alcune piccole produzioni artigianali mantengono la rotazione manuale per i confetti più pregiati.

Il processo passo per passo

  1. Selezione delle mandorle: solo mandorle intere, perfette, calibrate (le rotture o malformazioni vengono scartate).

  2. Le mandorle vengono versate nelle bassine in rotazione.

  3. Si comincia a versare lo sciroppo di zucchero in continuo, in piccolissime quantità.

  4. Lo zucchero si distribuisce sulla superficie delle mandorle, dove cristallizza formando un primo sottile strato.

  5. Si aggiunge altro sciroppo. E ancora. Lentamente. Per giorni.

  6. Ogni strato deve solidificare completamente prima del successivo, altrimenti i confetti si appiccicano tra loro.

  7. Il processo continua fino a raggiungere lo spessore di zucchero desiderato.

  8. Una fase finale di lucidatura conferisce ai confetti la superficie liscia e brillante caratteristica.

Quanto tempo serve

I tempi sono lunghi. Mario Pelino, attuale titolare della fabbrica, ha dichiarato pubblicamente che:

  • Per produrre un confetto classico (mandorla, zucchero, vaniglia) servono due giorni di lavorazione continuativa.

  • Per il celebre "cannellino" alla cannella — di cui era ghiotto Giacomo Leopardi — possono servire fino a cinque giorni.

Esiste una tecnica per accorciare i tempi: l'"incamiciatura" o "inamidatura", ovvero l'aggiunta di amidi tra una mano di zucchero e l'altra. Permette di completare un confetto in circa otto ore, contro i due-cinque giorni della tecnica tradizionale. Tutti i confettieri sulmonesi storici (Pelino, William Di Carlo, Buratti, Rapone) rifiutano espressamente questa tecnica, considerandola "deprecata" perché compromette purezza e qualità. È una scelta che permette di mantenere lo standard "solo mandorla e zucchero" e di servire mercati di altissima fascia, inclusi i royal weddings inglesi.

La mandorla: Avola è la migliore

La materia prima del confetto è la mandorla, e qui la differenza tra prodotto eccellente e prodotto medio dipende quasi tutto dalla varietà botanica. Le opzioni principali:

Mandorla di Avola (Sicilia)

È la mandorla più pregiata d'Italia e quella scelta storicamente da tutti i grandi confettieri sulmonesi. Caratteristiche: forma ovale appiattita, dimensione medio-grande, sapore leggermente amarognolo e aromatico. La forma allungata e schiacciata permette allo zucchero di aderire in modo uniforme e di sviluppare le caratteristiche striature e curve dei confetti pregiati. La mandorla di Avola viene da una zona molto limitata della Sicilia sud-orientale, ha produzione ridotta e costi elevati.

Mandorla californiana

La principale concorrente, di produzione mondiale enorme. Forma più piena, tondeggiante, sapore più dolce, prezzo notevolmente inferiore alla mandorla di Avola. Viene usata in confetti industriali e in produzioni di fascia media. Permette confetti più tondeggianti ma meno raffinati.

Altre varietà

Mandorle di Bari, di Toritto (Puglia), di Sicilia interna: opzioni intermedie, usate da alcuni produttori sulmonesi per linee specifiche. I confetti di altissima gamma (matrimoni, royal weddings) restano però quasi esclusivamente con Avola.

Note storiche

Un tempo, anche a Sulmona e dintorni si coltivavano mandorle. La produzione locale è cessata da diversi decenni, ma negli ultimi anni alcune aziende hanno avviato la ripiantumazione di mandorli autoctoni con l'obiettivo di creare in futuro una linea di confetti "100% abruzzesi" filiera corta. È un processo lungo: i mandorli iniziano a produrre con buona resa solo dopo 7-10 anni dall'impianto.

Le varianti contemporanee

Accanto al confetto classico (mandorla, zucchero, vaniglia), i confettieri sulmonesi producono numerose varianti che hanno conquistato il mercato negli ultimi decenni:

  • Cioccolato: cuore di cioccolato fondente (Pelino usa cacao belga) o al latte, ricoperto di zucchero. Una delle varianti più amate.

  • Nocciola del Piemonte IGP o Nocciola Romana: alternativa alla mandorla, gusto più tostato.

  • Pistacchio: cuore di pistacchio (idealmente di Bronte), produce un confetto di colore verde naturale.

  • Frutti: ciliegia, fragola, lampone, ananas, frutti disidratati ricoperti di zucchero aromatizzato.

  • Caramello: cuore di caramello morbido o duro, copertura di zucchero.

  • Cannellini di Leopardi: il classico aromatizzato alla cannella, riservato dai puristi.

  • Combinazioni: ricotta e pere, tiramisù, panna cotta, e altre creazioni gourmet contemporanee.

I confetti senza glutine sono praticamente la regola: la tecnica tradizionale non prevede farine in alcuna fase, quindi tutti i confetti puramente tradizionali (Pelino, William Di Carlo) sono naturalmente senza glutine. Le varianti più recenti possono contenere ingredienti con glutine: verificate sempre l'etichetta.

I colori: una tradizione codificata

Il colore dei confetti non è decorativo: è un codice tradizionale che indica l'occasione. La codifica è ferrea nella cultura italiana e gli sposi/festeggiati la rispettano quasi sempre.

Confetti bianchi

Il colore tradizionale per eccellenza: matrimonio, comunione, cresima, professione religiosa. Simboleggiano la purezza. Le due metà della mandorla unite dallo zucchero rappresentano l'unione indissolubile della coppia.

Confetti rosa e celesti

Per nascite, battesimi, prime comunioni: rosa per le bambine (auspicio di fertilità), celeste per i bambini (cielo, altezza morale). Anche per il primo anniversario di matrimonio.

Confetti rossi

Per le lauree e i traguardi accademici. Simboleggiano l'energia, la passione, il successo.

Confetti verdi

Per fidanzamenti (la promessa di appartenersi) e per le nozze di smeraldo (55 anni di matrimonio).

Confetti argento e oro

Nozze d'argento (25 anni) e nozze d'oro (50 anni). I più festeggiati tra gli anniversari di matrimonio.

Confetti beige, gialli, viola

Per anniversari specifici: nozze di porcellana (20 anni), nozze d'avorio (14 anni), nozze d'oro perla (30 anni). Ogni anniversario ha il suo colore canonico.

La numerologia: il numero dispari

Quanti confetti contiene una bomboniera? Cinque, tradizionalmente. Sempre un numero dispari, perché secondo la tradizione il dispari è indivisibile, esattamente come deve essere l'unione che si sta celebrando.

  • Cinque confetti: il numero per eccellenza dei matrimoni. Simboleggia i cinque auguri fondamentali della coppia: fertilità, lunga vita, salute, ricchezza, felicità. Un confetto per ogni desiderio.

  • Tre confetti: la coppia + il figlio. Simbolo della famiglia che inizia.

  • Sette confetti: anniversari speciali, traguardi.

  • Un confetto: per eventi unici e irripetibili, come una professione religiosa o un compleanno simbolico.

Il numero dispari è un dettaglio importante: una bomboniera con sei o quattro confetti non sarà mai considerata "in regola" tradizionalmente, anche se ovviamente non c'è alcuna conseguenza pratica.

Le creazioni floreali in confetti

Una tradizione esclusivamente sulmonese, ereditata dalle Clarisse di Santa Chiara: la composizione artistica di confetti. Maestri artigiani — tradizionalmente le donne della famiglia — intrecciano confetti colorati con fili di seta, carta crespa, fili di ferro rivestito, per creare:

  • Mazzi di fiori: rose, margherite, tulipani, dove ogni "petalo" è un confetto colorato.

  • Spighe di grano: confetti gialli e bianchi disposti a forma di spiga, simbolo di prosperità.

  • Grappoli d'uva: confetti viola disposti a grappolo.

  • Ghirlande e centrotavola per matrimoni e cerimonie.

  • Pupazzetti e animali: coccinelle, farfalle, ape, per bomboniere di battesimo.

  • Rosari devozionali: la tradizione religiosa originaria delle Clarisse.

Queste composizioni si trovano nelle vetrine di tutto il centro storico di Sulmona e nei negozi delle confetterie. Sono il vero souvenir gastronomico-artistico della città, oltre alle confezioni standard.

Le citazioni storiche: da Tiberio a Goethe

Il confetto di Sulmona ha attraversato i secoli accompagnando alcuni dei personaggi più celebri della storia europea:

  • Imperatore Tiberio (I secolo dC): la tradizione locale racconta che li gustasse durante i banchetti imperiali (le antiche cupedia romane).

  • Giovanni Boccaccio (XIV secolo): li elogiò nei propri scritti, contribuendo alla loro fama medievale.

  • Napoleone Bonaparte: entrando vittorioso a Verdun, fu accolto da tre archi trionfali di confetti bianchi innalzati dai cittadini.

  • Johann Wolfgang von Goethe: secondo la tradizione locale, corteggiò la sua futura sposa Christiane Vulpius regalandole una scatola di confetti di Sulmona durante un suo viaggio in Italia.

  • Giacomo Leopardi: era notoriamente ghiotto dei "cannellini", la variante alla cannella che richiede cinque giorni di lavorazione. Le lettere del poeta menzionano i confetti come uno dei pochi piaceri della vita.

I royal weddings inglesi

Negli ultimi quarant'anni, la Casa Reale Britannica ha scelto i Confetti Pelino per i propri matrimoni in modo praticamente sistematico:

  • 1981: matrimonio del Principe Carlo (oggi Re Carlo III) con Diana Spencer. Confetti Pelino come bomboniera ufficiale.

  • 2011: matrimonio del Principe William con Catherine Middleton. Stessa scelta.

  • 2018: matrimonio del Principe Harry con Meghan Markle. Confetti Pelino di nuovo.

È una tradizione informale ma consolidata, mantenuta attraverso quattro generazioni reali, che ha consacrato Pelino come marchio internazionale di altissima fascia. La famiglia Pelino ha più volte dichiarato di considerarla "un onore e uno stimolo".

Il Museo del Confetto Pelino (Sulmona)

Visitare Sulmona senza fare tappa al Museo dell'Arte e della Tecnologia del Confetto è come andare a Bologna senza vedere la Mortadella IGP. Il museo è stato fondato nel 1988 dalla famiglia Pelino e ospita all'interno degli stabilimenti della fabbrica.

Cosa si vede:

  • Macchinari storici: bassine di rame d'epoca, attrezzi pre-industriali, prime motorizzazioni del XX secolo.

  • Cimeli familiari: documenti dell'atto notarile del 1783, contratti d'epoca, fotografie storiche dei Pelino al lavoro.

  • Pezzi rari della tradizione confettiera: stampini decorativi, fili di seta antichi, composizioni floreali storiche.

  • Linea di produzione visibile: in alcuni orari si può vedere il lavoro reale dei confettieri attraverso le vetrate.

  • Spaccio aziendale: acquisti diretti di tutta la gamma Pelino a prezzi di fabbrica.

Indirizzo: Via Stazione Introdacqua, 55 - Sulmona (AQ).
Orari indicativi: lunedì-sabato 8:00-12:30 / 15:00-19:00, domenica chiuso. Verificare sempre direttamente con la fabbrica per orari aggiornati.
Ingresso: gratuito.

Dove acquistare i confetti di Sulmona

Direttamente dai produttori storici

  • Confetti Pelino: spaccio aziendale in Via Stazione Introdacqua 55, Sulmona.

  • Confetti William Di Carlo: punti vendita nel centro storico di Sulmona (corso Ovidio) e online.

  • Confetti Buratti, Confetti Rapone: punti vendita nel centro storico.

Nel centro storico di Sulmona

Passeggiando lungo corso Ovidio, la via principale di Sulmona, si incontrano decine di botteghe di confetti. Vendono sia i marchi principali sia produzioni artigianali piccole. Le vetrine sono spettacolari: composizioni floreali, rosari, animaletti, mazzi colorati.

Online

Tutti i grandi produttori (Pelino, William Di Carlo, Buratti, Rapone) hanno siti e-commerce con spedizione in tutta Italia e all'estero. I prezzi online sono sostanzialmente uguali a quelli del punto vendita.

Prezzi indicativi

  • Confezione classica 500 g (sufficiente per ~30-40 bomboniere da 5 confetti): 12-20 € a seconda della varietà.

  • Confezione 1 kg: 22-35 €.

  • Composizioni floreali artigianali (mazzi, ghirlande): da 30 € per pezzi piccoli fino a centinaia di euro per composizioni elaborate.

  • Bomboniere già confezionate: 2-5 € a bomboniera, in base alla complessità.

Domande frequenti

I confetti di Sulmona sono DOP o IGP?

No, non hanno una DOP/IGP UE. Sono però iscritti nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) italiani gestito dal MASAF. La tutela è quindi indiretta: il nome "Confetti di Sulmona" non ha protezione giuridica europea, ma le aziende storiche sulmonesi hanno marchi propri registrati.

Perché costano di più dei confetti industriali?

Per tre ragioni concrete: tempo di lavorazione (2-5 giorni vs 8 ore di un confetto industriale con amidi), materia prima (mandorle di Avola che costano 3-4 volte più della californiana), scarsa produttività (le bassine di rame artigianali producono quantità limitate). Pagate la lavorazione artigianale, non solo lo zucchero.

Quanto durano i confetti di Sulmona?

Non confezionati ma conservati in scatola chiusa in luogo fresco e asciutto, durano 12-18 mesi mantenendo le qualità organolettiche. Le confezioni sigillate possono durare anche 24 mesi. Una volta aperta, consumate entro qualche settimana per evitare l'assorbimento di umidità (che li ammorbidisce e li rovina).

I confetti hanno glutine?

I confetti tradizionali sulmonesi (Pelino, William Di Carlo, Buratti) non contengono glutine: la ricetta prevede solo mandorla, zucchero e vaniglia, senza alcuna farina o amido. Sono adatti ai celiaci. Verificate sempre in etichetta per le varianti speciali (cioccolato ripieno, gusti complessi) che potrebbero contenere ingredienti diversi.

Posso visitare la fabbrica Pelino?

Sì, il Museo è aperto al pubblico in orari standard (lunedì-sabato 8:00-12:30 e 15:00-19:00). L'ingresso è gratuito. Per visite guidate dietro le quinte della linea di produzione, contattare in anticipo l'azienda. Anche William Di Carlo accoglie visitatori nei propri punti vendita di Sulmona.

Quanti confetti servono per un matrimonio?

La regola pratica: 5 confetti per ogni bomboniera, 1 bomboniera per ogni invitato (o per coppia, a seconda della scelta). Per un matrimonio da 100 invitati con bomboniere per coppia (50 bomboniere): 250 confetti totali, circa 1,5 kg. Aggiungete sempre il 10-20% per imprevisti. Calcolate in anticipo perché alcuni confetti pregiati hanno tempi di produzione lunghi e potrebbero richiedere prenotazione.

Esistono confetti vegani?

I confetti tradizionali (mandorla + zucchero + vaniglia) sono naturalmente vegani. Le varianti possono contenere ingredienti animali (latte in polvere nel cioccolato al latte, ad esempio). Per confetti vegani garantiti, scegliete il classico bianco o le varianti con cioccolato fondente puro.

Si possono spedire all'estero?

Sì, tutti i grandi produttori sulmonesi spediscono in tutto il mondo. I costi e i tempi dipendono dalla destinazione. I confetti sono prodotti perfettamente conservabili (non deperibili a temperatura ambiente), quindi sopportano benissimo spedizioni anche di settimane. È uno dei souvenir abruzzesi più "esportabili" che esistano.

Scopri Sulmona e i confetti con Stravagando

Sulmona non è solo confetti: è una delle città gastronomiche e storiche più affascinanti d'Abruzzo, con un centro storico medievale magnifico, il celebre acquedotto medievale di Piazza Garibaldi, l'eredità di Ovidio (qui nato nel 43 aC), e una serie di feste tradizionali tra cui la Giostra Cavalleresca di luglio e la Madonna che scappa in piazza a Pasqua. Visitare la fabbrica Pelino al mattino e cenare in una trattoria del centro storico la sera è uno dei modi migliori di vivere l'Abruzzo gastronomico-culturale.

Stravagando è il marketplace italiano dedicato a esperienze come queste: tour negli arrosticinifici storici, dimostrazioni di taglio della carne con macellai di tradizione, abbinamenti con cantine locali, partecipazione a sagre tradizionali, condotti da host locali selezionati uno per uno. Stiamo costruendo in queste settimane il nostro catalogo di esperienze in Abruzzo— inclusa — e nei prossimi mesi sarà possibile prenotare direttamente da qui.

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Per approfondire: la guida ai prodotti tipici d'Abruzzo; lo Zafferano dell'Aquila DOP; il Pecorino di Farindola; e la guida a Sulmona e cosa vedere.

Buon viaggio.

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