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Sulmona in un weekend: 7 esperienze tra confetti, Ovidio e Majella
Patria di Ovidio, capitale del confetto e città dell'acquedotto medievale: una guida completa al weekend perfetto a Sulmona, con itinerario di 2 giorni, eremi della Majella, borghi della Valle Peligna e tutte le info pratiche per organizzare il viaggio.

Sulmona è una di quelle città italiane che riescono a passare sottotraccia anche dopo che l'hai visitata. Patria di Ovidio, capitale storica del confetto, città della Giostra Cavalleresca in costume, sede della Cattedrale di San Panfilo e di un acquedotto medievale del 1256: ha tutto per essere una delle destinazioni più amate del Centro Italia. Eppure, mentre Spoleto, Assisi, Perugia attirano milioni di visitatori ogni anno, Sulmona resta una delle capitali silenziose dell'Italia interna — e questa, per il viaggiatore curioso, è esattamente la sua forza.
Incastonata in una conca circondata da tre dei più importanti massicci appenninici (la Majella a est, il Morrone a nord, i Monti Marsicani a ovest), Sulmona è geograficamente un crocevia: punto di passaggio della transumanza pugliese, della via tratturale Centurelle-Montesecco, e oggi di una delle linee ferroviarie più scenografiche d'Italia, la Sulmona-Carpinone. È piccola — circa 24.000 abitanti — ma ha una densità storica, gastronomica e culturale che giustifica perfettamente un weekend dedicato, e che ne fa la base ideale per esplorare la Valle Peligna e i borghi della Majella e del PNALM.
In questa guida vi proponiamo un itinerario di due giorni a Sulmona, costruito per chi arriva il sabato mattina e riparte la domenica sera. Vi raccontiamo le sette esperienze imprescindibili, vi diamo le indicazioni pratiche per non sbagliare ristorante o ZTL, e in coda — per chi ha più tempo — i suggerimenti per estendere il weekend a 3-4 giorni con tappe in Valle Peligna e nel PNALM.
Perché Sulmona merita un weekend (e non solo una mezza giornata di passaggio)
Tre cose distinguono Sulmona dalle altre città storiche dell'Appennino centrale.
La densità storica del centro. Il centro di Sulmona è piccolo — si attraversa in meno di 20 minuti a piedi — ma ospita architetture rinascimentali, gotiche, barocche e svevo-aragonesi a pochi metri l'una dall'altra. La chiesa della Santissima Annunziata ha tre stili sovrapposti in un'unica facciata (gotico, rinascimentale, barocco). L'acquedotto medievale del 1256 lungo Piazza Garibaldi è l'unico esempio superstite di architettura civile sveva in Italia centro-meridionale. La Cattedrale di San Panfilo ha una cripta romanica del XII secolo. È un libro di storia dell'architettura italiana ridotto all'essenziale.
La memoria di Ovidio. Publio Ovidio Nasone, autore delle Metamorfosi e dell'Ars Amatoria, nacque a Sulmona nel 43 a.C. La città ne ha mantenuto la memoria con discrezione — c'è una statua nel cuore del centro, una piazza dedicata, un Liceo che porta il suo nome dalla fine dell'Ottocento — ma senza farne un'attrazione turistica. È esattamente questa misura a rendere il riferimento autentico.
L'ecosistema gastronomico unico. Sulmona è circondata da territori produttivi che si concentrano in pochi chilometri: zafferano DOP di Navelli a 25 km, aglio rosso di Sulmona (presidio Slow Food) prodotto in città, lenticchie di Santo Stefano di Sessanio a 35 km, vini Montepulciano e Cerasuolo della Valle Peligna, miele di Tornimparte. È il motivo per cui mangiare a Sulmona è quasi sempre meglio che mangiare nelle grandi città turistiche italiane.

Giorno 1 — Sabato: il centro storico, i confetti, la cena
L'arrivo ideale è il sabato mattina. Il sabato è il giorno del mercato di Piazza Garibaldi, e questo cambia significativamente la giornata.
Mattina (9:00–11:30) — Piazza Garibaldi e l'acquedotto medievale
Piazza Garibaldi è il cuore di Sulmona e una delle piazze più scenografiche dell'Abruzzo. La sua forma rettangolare allungata, le sue dimensioni inattese (è una delle piazze più grandi del centro Italia), e soprattutto l'acquedotto medievale che la attraversa per quasi tutta la sua lunghezza la rendono un luogo da abitare prima ancora che da fotografare. La fontana del Vecchio al centro, datata 1474, ne è il punto focale tradizionale.
L'acquedotto medievale, fatto costruire nel 1256 dal podestà Manfredi, è il vero unicum architettonico della città. Lungo 100 metri, sostenuto da 21 archi a sesto acuto, è l'unico esempio superstite di architettura civile sveva in Italia meridionale e — fatto raro — è ancora funzionante: porta acqua dalla sorgente di Fonte d'Amore alla fontana centrale, dopo otto secoli di servizio. Vale dieci minuti di osservazione lenta, soprattutto al mattino quando la luce taglia gli archi obliquamente.
Il sabato mattina, la piazza ospita il mercato: contadini dalla Majella e dalla Valle Peligna, prodotti locali (zafferano, aglio rosso, vini, formaggi), arrosticini alla griglia che si possono mangiare per strada. È uno dei mercati più autentici dell'Italia centrale, completamente non turistico. Venite con un appetito modesto, perché vorrete mangiare qualcosa qui.
Tarda mattinata (11:30–13:00) — La fabbrica di confetti Pelino
Il confetto di Sulmona è il dolce italiano con la documentazione produttiva più antica: tracce scritte risalgono al XV secolo. La Fabbrica Confetti Pelino, in via Stazione Introdacqua, è in attività dal 1783 ed è oggi gestita dalla settima generazione della stessa famiglia. La visita è gratuita e include il piccolo Museo dell'Arte Confettiera, dove sono esposte macchine settecentesche ancora funzionanti, e un percorso nella zona di produzione dove si vede in tempo reale come si "bagna" il confetto in grosse bassine di rame.
Da non perdere, anche solo per la curiosità: i fiori di confetti, una specialità sulmonese specifica — bouquet di fiori finti realizzati con confetti colorati, foglie di stoffa e fil di ferro. Sono il vero souvenir di Sulmona, e una tradizione artigianale unica al mondo. Per un'esperienza più approfondita, alcune fabbriche organizzano workshop di "fiori di confetti" da 90 minuti (35–65 € a persona), particolarmente apprezzati come idea regalo per famiglie.

Pranzo (13:30–15:00) — Agnello a coppo, maccheroni alla chitarra, scrippelle
Sulmona è uno dei posti migliori in Italia per scoprire la cucina abruzzese di terra. Tre piatti che vale la pena cercare nelle trattorie del centro:
Agnello cotto a coppo: una delle tradizioni più antiche dell'Abruzzo interno. L'agnello viene cotto lentamente sotto una campana di coccio (il coppo) posata sulla brace, che concentra il calore e gli aromi. Risultato: una carne tenera, leggermente affumicata, completamente diversa da qualsiasi arrosto convenzionale.
Maccheroni alla chitarra con pallottine: la versione sulmonese del piatto-icona abruzzese. Le pallottine sono polpettine di carne mista (manzo e maiale) di dimensione minima — circa un centimetro di diametro — che si tuffano in un sugo di pomodoro denso. È un piatto domestico tradizionale, raramente eseguito bene fuori dall'Abruzzo. Approfondimento sulla tradizione nei corsi di cucina abruzzese.
Scrippelle 'mbusse: crêpe sottili al pecorino servite in brodo di gallina. Tecnicamente più teramane che peligne, ma nei ristoranti tradizionali di Sulmona si trovano spesso, e qui acquistano una versione più rustica con brodo più potente.
Trattorie storiche del centro: Ristorante Clemente in vico Quercia (cucina tradizionale alta), Ristorante Stella in via Mazara (più informale, ottimi maccheroni). Conviene prenotare per il sabato a pranzo, soprattutto in alta stagione.
Pomeriggio (15:30–18:00) — Cattedrale, Annunziata, corso Ovidio
Il pomeriggio si fa a piedi, lentamente. Il centro storico è piccolo — si attraversa in 20 minuti — ma denso di stratificazioni storiche.
La Cattedrale di San Panfilo, all'estremità nord del centro, è dedicata al santo patrono della città. La parte più affascinante è la cripta romanica del XII secolo, accessibile dalla navata principale: tre navate sostenute da colonne con capitelli scolpiti, in uno stato di conservazione raro per un edificio di quell'epoca in Italia centrale. La cattedrale soprastante ha subito ricostruzioni post-terremoto (XVIII secolo), ma la cripta è autenticamente medievale.
Da San Panfilo si imbocca corso Ovidio, l'asse principale del centro, e si arriva alla chiesa della Santissima Annunziata, il monumento più rappresentativo della città. La sua particolarità è la facciata stratificata: la parte gotica originaria (1320), la sovrapposizione rinascimentale (XV secolo) e gli inserti barocchi (XVII secolo) coesistono in un effetto cumulativo che racconta cinque secoli di gusti architettonici. È, di fatto, un manuale di storia dell'arte all'aperto.
Il Palazzo dell'Annunziata annesso ospita il Museo Civico (raccolte archeologiche, pinacoteca) ed è gratuito per i residenti dell'Abruzzo. La visita richiede circa un'ora ed è particolarmente consigliata a chi ama l'archeologia romana — Sulmona ha una buona collezione di reperti dalla città di Sulmo, di epoca repubblicana e imperiale.
Cena (20:00–22:30) — Cucina tipica e Montepulciano
La cena è il momento giusto per provare il classico antipasto misto abruzzese: salumi (mortadella di Campotosto, ventricina del Vastese), formaggi (pecorino di Farindola, marcellino), verdure sott'olio, frittate di erbe spontanee. Seguito da maccheroni alla chitarra e arrosticini alla griglia. Per accompagnare: un calice di Montepulciano d'Abruzzo della Valle Peligna o un Cerasuolo più giovane se preferite un vino più fresco.
Le trattorie storiche già citate (Clemente, Stella) sono ottime anche a cena, ma vale la pena considerare anche il Caffè dell'Acquedotto per un aperitivo prima di cena con vista sull'acquedotto illuminato.

Giorno 2 — Domenica: gli eremi della Majella e i borghi della Valle Peligna
La domenica è il giorno per uscire da Sulmona ed entrare nel suo territorio circostante: gli eremi celestiniani della Majella al mattino, un borgo della Valle Peligna nel pomeriggio.
Mattina (9:00–13:00) — Sant'Onofrio al Morrone e gli eremi celestiniani
Il Morrone, il massiccio montuoso che incombe a nord di Sulmona, ospita uno dei sistemi di eremi medievali più importanti d'Italia: i luoghi di ritiro spirituale di Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, eletto pontefice nel 1294 e dimessosi pochi mesi dopo (l'unico Papa nella storia ad aver "rinunciato" al pontificato in modo formale fino a Benedetto XVI nel 2013). Gli eremi celestiniani della Majella sono parte del riconoscimento UNESCO che nel 2010 ha incluso il Parco Nazionale della Majella tra i Patrimoni Mondiali.
L'eremo più visitato e più accessibile è l'Eremo di Sant'Onofrio al Morrone, costruito a strapiombo sulla parete rocciosa del Morrone. Ci si arriva con una camminata di 30–45 minuti dal parcheggio sottostante, dislivello modesto (circa 250 metri), sentiero ben segnalato. Una volta arrivati, l'eremo offre una vista verticale sulla conca peligna e su Sulmona dall'alto: una delle viste-cartolina più memorabili dell'Abruzzo.
Per chi ha più gambe e tempo, l'Eremo di San Bartolomeo in Legio, vicino a Roccamorice (35 km da Sulmona), è ancora più suggestivo: scavato nella roccia viva sopra una gola, accessibile solo con scalette e sentieri attrezzati, è uno dei luoghi più "selvaggi" del cristianesimo eremitico italiano.
Per pranzo, di rientro da Sulmona, agriturismi e trattorie sui versanti del Morrone offrono cucina contadina abruzzese: fagioli, salumi, formaggi, agnello. Una tappa consigliata è Pacentro (vedi sotto).

Pomeriggio (15:00–19:00) — Un borgo della Valle Peligna
Tre borghi a meno di 30 minuti da Sulmona, tutti meritano l'altra metà della giornata. Sceglietene uno in base ai vostri gusti.
Scanno (40 km, 50 minuti): il borgo medievale più fotografato dell'Italia interna, sulle sponde dell'omonimo lago. Famoso per il Lago di Scanno a forma di cuore (visibile solo dall'alto, dal Sentiero del Cuore — circa 30 minuti di camminata in salita), per l'abito tradizionale femminile tra i più ricchi d'Italia ancora cucito a mano da poche sarte locali, e per la filigrana scannese, lavorazione orafa documentata da secoli (dettaglio nella nostra guida all'artigianato abruzzese). Per gli sportivi: il lago è perfetto per kayak e SUP estivo, come raccontato nella guida al kayak in Abruzzo.
Pacentro (15 km, 25 minuti): borgo medievale ai piedi della Majella, riconosciuto tra i Borghi più belli d'Italia. Dominato dal Castello Caldoresco con le sue torri del XIV secolo, è celebre per essere il paese di origine della famiglia di Madonna (la cantante) — che proprio qui ha girato alcune scene del videoclip Girl Gone Wild nel 2012. Ma è un borgo che vale per sé: vicoli ripidi, scorci spettacolari sulla Majella, un'osteria storica (l'Osteria Cuncin) dove provare la cucina contadina abruzzese.
Cocullo (20 km, 25 minuti): meno conosciuto turisticamente, ma un nome importante nella cultura abruzzese. È il paese della Festa dei Serpari, processione del 1° maggio in cui la statua di San Domenico viene portata in giro coperta di serpenti vivi: una delle tradizioni religiose più peculiari d'Italia, riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell'UNESCO. Fuori dal periodo della festa, Cocullo resta un borgo silenzioso da esplorare lentamente, con una piccola erboristeria storica nota in tutto l'Abruzzo per i suoi infusi di montagna.
In arrivo su Stravagando. Stiamo selezionando in queste settimane guide di Sulmona e della Valle Peligna che proporranno tour del centro storico, escursioni agli eremi della Majella, workshop di confetti e visite ai borghi vicini direttamente sulla nostra piattaforma. Iscrivetevi alla newsletter per essere tra i primi a prenotare.
Estendere il weekend: 3 o 4 giorni in Valle Peligna
Se avete più di due giorni, Sulmona si presta benissimo a fare da base per esplorare un territorio molto ricco. Ecco tre proposte di estensione, con ordine di priorità.
Terzo giorno — Eremo di San Bartolomeo + osservazione faunistica al PNALM. Mattina dedicata alla camminata all'Eremo di San Bartolomeo in Legio (più impegnativo dell'Onofrio ma straordinario), pomeriggio escursione guidata nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise per cercare orso, camoscio e lupo. Il PNALM dista circa 50 minuti da Sulmona ed è perfetto per chi è già in zona.
Quarto giorno — Cantine della Valle Peligna o caccia al tartufo. Il Montepulciano d'Abruzzo della Valle Peligna ha una qualità riconosciuta nazionalmente: cantine come Cataldi Madonna, Ferzo, Praesidium si visitano su prenotazione. In alternativa, da metà ottobre a fine dicembre la caccia al tartufo con un trifolau della Maiella è una delle esperienze gastronomiche più ricche dell'Abruzzo (40-80 € a persona, mezza giornata).
Quinto giorno (per i più ambiziosi) — Trasferimento a Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio. 50 minuti di trasferimento da Sulmona, e siete nel cuore del Gran Sasso. Per chi vuole combinare in un viaggio unico la Valle Peligna sulmonese e la Baronia di Carapelle.
Informazioni pratiche per organizzare il weekend
Come arrivare a Sulmona
In treno: Sulmona è sulla linea Roma-Pescara, con collegamenti diretti e tempi di percorrenza di circa 2h da Roma Termini e 1h da Pescara Centrale. La stazione è a 10 minuti a piedi dal centro storico. È la modalità che consigliamo.
In auto: Autostrada A25 (Roma-Pescara), uscita Sulmona, poi 5 km fino al centro. Da Roma circa 1h 45'; da Pescara circa 1h. Da L'Aquila 50 minuti via autostrada A24/A25.
Aeroporto più vicino: Pescara (1h in auto), seguito da Roma Fiumicino (2h 15').
Parcheggio e ZTL
Il centro storico di Sulmona è in Zona a Traffico Limitato: non si può entrare in auto durante il giorno (la sera in genere sì, verificare orari attivi che cambiano in alta stagione). I parcheggi più comodi e gratuiti o a basso costo sono:
Parcheggio della stazione: gratuito, 10 minuti a piedi dal centro.
Parcheggio Acquasanta (fuori porta Romana): a pagamento ma molto vicino al centro, 5 minuti a piedi.
Piazzale Vittime Civili di Guerra: parcheggio libero, 15 minuti a piedi.
Quando andare
Sulmona ha un clima continentale severo: estati calde e secche (luglio-agosto possono superare i 35°C), inverni freddi con neve frequente e temperature spesso sotto zero da dicembre a febbraio. I periodi migliori sono:
Aprile-giugno: temperature miti, fioriture in Valle Peligna, possibilità di accostarsi alla Festa dei Serpari di Cocullo (1° maggio) o alle virtù teramane nelle settimane immediatamente precedenti e seguenti.
Settembre-ottobre: la stagione perfetta. Foliage spettacolare in Valle Peligna, vendemmia nelle cantine, temperature ancora gradevoli per gli eremi.
Fine luglio (24-31 luglio): la Giostra Cavalleresca di Sulmona, la più importante rievocazione storica abruzzese, riempie la città con cortei in costume, gare a cavallo in Piazza Garibaldi e atmosfere medievali. Da prenotare con largo anticipo.
Ristoranti: orari e prenotazione
Importante: molti ristoranti del centro chiudono il lunedì (alcuni anche la domenica sera). Verificate sempre gli orari delle trattorie storiche che vi interessano e prenotate, soprattutto per il sabato sera. La maggior parte serve da mezzogiorno a 14:30 e dalle 19:30 alle 22:30.
Domande frequenti su un weekend a Sulmona
Quanti giorni servono per visitare Sulmona?
Per la sola città bastano 1-2 giorni: il centro storico è piccolo e si gira in 4-5 ore di passeggiata lenta. Per godersi anche gli eremi della Majella, i borghi della Valle Peligna e una cantina, calcolate 2-3 giorni. Per chi vuole estendere all'orso del PNALM o ai borghi del Gran Sasso, 4-5 giorni sono ideali.
Si può visitare Sulmona in inverno?
Sì, e ha un fascino particolare: il centro storico illuminato per Natale, il foliage tardivo, le trattorie con il camino acceso. Importante: se vi spostate verso gli eremi o i borghi montani, controllate sempre le previsioni meteo (la neve può chiudere alcune strade) e munitevi di pneumatici invernali o catene da metà novembre a metà marzo.
Quanto costa un weekend a Sulmona per due persone?
Per un weekend di 2 giorni 1 notte, calcolate 250–400 € per due persone tutto incluso (B&B in centro, due cene tipiche, un pranzo, ingressi, parcheggio). È mediamente il 30-40% in meno rispetto a un weekend equivalente in Toscana o Umbria, a parità di qualità.
Sulmona è raggiungibile facilmente in treno da Roma?
Sì. Ci sono diversi treni diretti Roma Termini-Sulmona ogni giorno, con tempi di percorrenza di circa 2 ore. Sulmona è una delle stazioni più importanti dell'Abruzzo interno, ed è anche il punto di partenza della linea Sulmona-Carpinone (la "Transiberiana d'Italia"), una delle ferrovie panoramiche più scenografiche del paese, attiva con corse turistiche stagionali.
Cosa si compra di tipico a Sulmona da portare a casa?
I confetti, ovviamente: meglio se a fiori (il vero souvenir sulmonese) o nelle versioni colorate. Aglio rosso di Sulmona (presidio Slow Food). Vini Montepulciano e Cerasuolo della Valle Peligna. Liquore Genziana o Centerbe se siete amanti dei distillati amari (l'erboristeria di Cocullo è una buona fonte). Olio EVO della Majella.
L'agnello a coppo si trova tutto l'anno?
Sì, nelle trattorie storiche di Sulmona è in carta tutto l'anno, ma è particolarmente legato a periodi tradizionali (Pasqua, ferragosto, Natale). Verificate con il ristorante prima di andare: non è un piatto da menu del giorno, e a volte serve preavviso.
Si può combinare Sulmona con altre destinazioni abruzzesi in un viaggio unico?
Sì, ed è la combinazione ideale. Sulmona + Santo Stefano di Sessanio + Rocca Calascio in 4 giorni è uno degli itinerari più richiesti per chi viene per la prima volta in Abruzzo. In alternativa, Sulmona + Costa dei Trabocchi è una combinazione interno+mare interessante.
I bambini si annoiano a Sulmona?
No, se l'itinerario è ben tarato. La fabbrica di confetti Pelino (con il museo) piace molto ai bambini. Il workshop di "fiori di confetti" è perfetto per famiglie. Il Lago di Scanno (40 minuti) è un'ottima gita pomeridiana. Il Parco Nazionale d'Abruzzo (50 minuti) con escursione all'orso resta una delle attrazioni più amate dai bambini in tutto il centro Italia.
Vivete Sulmona con Stravagando
Sulmona è una di quelle città che il viaggiatore esperto consiglia ad altri viaggiatori per anni dopo averla scoperta. Non è "di moda", non sarà mai una meta di overtourism, e proprio per questo conserva un'atmosfera autentica difficile da trovare nelle città storiche più note. Il weekend ideale qui è lento: due giorni che alternano centro storico, gastronomia, escursione agli eremi, e una giornata in un borgo della Valle Peligna.
Stravagando sta costruendo in queste settimane il proprio catalogo di esperienze a Sulmona e in Valle Peligna: tour guidati del centro storico con guide locali abilitate, workshop di confetti e di fiori di confetti, escursioni agli eremi celestiniani, visite alle cantine del Montepulciano peligno, caccia al tartufo nei boschi della Maiella.
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Buon viaggio.