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I film girati a Rocca Calascio: da Ladyhawke a The American
Da Ladyhawke a Il Nome della Rosa, da The American di George Clooney a La Piovra: tutti i film e le serie TV girati al castello più alto d'Italia, con dettagli sulle scene, gli attori e come fare un tour cinematografico tra le location.

Pochi castelli al mondo hanno una filmografia ricca quanto Rocca Calascio. La fortezza più alta d'Italia, sospesa a 1.460 metri sul crinale meridionale del Gran Sasso, è stata negli ultimi quarant'anni una delle location cinematografiche italiane più amate dai grandi registi internazionali — da Richard Donner a Jean-Jacques Annaud, da Anton Corbijn a Mario Monicelli. Per molti spettatori in tutto il mondo, Rocca Calascio non è "un castello in Abruzzo": è semplicemente "il castello di Ladyhawke" o "quello del Nome della Rosa". Il National Geographic l'ha inserita tra i quindici castelli più belli del mondo, e una parte significativa di quella fama è proprio cinematografica.
In questa guida ripercorriamo tutti i film e le serie TV girati a Rocca Calascio, in ordine cronologico, con dettagli su scene, attori e curiosità del set. È un percorso che racconta non solo la storia del castello come location, ma anche un fenomeno interessante: come il cinema abbia letteralmente salvato Rocca Calascio dall'oblio, finanziando i primi restauri tra anni '80 e '90 e portando il castello dall'abbandono completo (l'ultimo abitante se n'era andato nel 1957) alle decine di migliaia di visitatori annuali di oggi.
Per la guida completa alla destinazione (storia, esperienze, come arrivare), leggete la guida completa a Rocca Calascio. Qui ci concentriamo esclusivamente sui film.
Perché Rocca Calascio è una delle location più amate dal cinema
Tre fattori specifici hanno reso Rocca Calascio una delle location più richieste dai registi negli ultimi quarant'anni.
L'aspetto "fuori dal tempo". Quando le prime troupe arrivarono qui negli anni '80, il castello era completamente in rovina e il borgo medievale era abbandonato. Questa caratteristica — che dal punto di vista della conservazione era un disastro — è stata invece il suo più grande punto di forza cinematografico: nessuna casa moderna in vista, nessun cavo elettrico, nessun lampione. Le pietre bianche, le quattro torri cilindriche scarpate, l'orizzonte sterminato del Gran Sasso facevano da ambientazione immediatamente "medievale" senza bisogno di costose rimozioni di elementi contemporanei.
L'isolamento geografico. Rocca Calascio è un castello "vero" in un paesaggio "vero": non ci sono altri edifici nelle vicinanze, non c'è inquinamento luminoso, non ci sono rumori urbani. Per troupe e tecnici del suono, queste condizioni sono praticamente impossibili da trovare in altre parti d'Italia (e d'Europa, fatta eccezione per le zone più remote di Scozia e Islanda). L'area attorno a Rocca Calascio è inoltre tutelata come Parco Nazionale dal 1991, il che garantisce che resterà così.
La quota e la luce. A 1.460 metri, l'aria è più rarefatta e la luce è diversa: i tramonti hanno tonalità rosso-fuoco impossibili da replicare in pianura, le ombre sono più nette, i contrasti sono più alti. È esattamente il tipo di luce che i direttori della fotografia cercano per scene "epiche".

Ladyhawke (1985) — il film che ha lanciato Rocca Calascio nel mondo
Regia: Richard Donner
Cast: Michelle Pfeiffer, Rutger Hauer, Matthew Broderick, Leo McKern, John Wood
Genere: fantasy / avventura
Ladyhawke è probabilmente il film che ha contribuito di più a rendere iconica Rocca Calascio nel mondo. Diretto dal regista americano Richard Donner (lo stesso di Superman e poi della saga di Arma Letale), il film racconta la storia di due amanti maledetti — il cavaliere Etienne Navarre (Hauer) e la nobile Isabeau d'Anjou (Pfeiffer) — condannati da un sortilegio a non potersi mai vedere in forma umana: lui di giorno è uomo e lei è un falco, di notte lui diventa un lupo e lei torna donna. Il tutto si svolge in una Francia medievale ricostruita sostanzialmente in Italia, tra Castel del Monte (AQ) — piccolo borgo abruzzese a soli cinque chilometri da Rocca Calascio, usato per le riprese in lontananza del borgo del Vescovo (Aguillon) — Rocca Calascio stessa, Campo Imperatore e altre location italiane tra cui Castell'Arquato, Torrechiara e Soncino in Emilia-Romagna e Lombardia.
A Rocca Calascio sono state girate alcune delle scene più memorabili del film: in particolare le sequenze nel rifugio dell'eremita Imperius, interpretato dal grande caratterista britannico Leo McKern. La rocca, all'epoca delle riprese, era ancora completamente in rovina: le mura erano cadute, le torri parzialmente collassate, il borgo abbandonato. Donner usò proprio questo aspetto "selvaggio" come scenografia naturale, con minimi interventi (la produzione aggiunse delle merlature alle torri — compresa quella da cui precipita Michelle Pfeiffer). Per molti spettatori americani ed europei, l'immagine del castello che emerge dalla nebbia in apertura di scena è il primo (e a volte unico) ricordo di Rocca Calascio.
Il film ebbe un successo commerciale modesto al lancio (con un budget di circa 20 milioni di dollari), ma negli anni è diventato un cult assoluto del fantasy anni '80, regolarmente citato dalla critica come uno dei migliori esempi del genere. Ricevette due candidature agli Oscar 1986 (Miglior sonoro e Miglior montaggio sonoro) e vinse i Saturn Awards per i Migliori costumi e per il Miglior film fantasy. La sua eredità su Rocca Calascio è enorme: ancora oggi, decine di turisti americani arrivano alla rocca chiedendo "dov'è il castello di Ladyhawke?".

Il Nome della Rosa (1986) — il monastero di Sean Connery
Regia: Jean-Jacques Annaud
Cast: Sean Connery, F. Murray Abraham, Christian Slater, Ron Perlman
Genere: giallo / storico medievale
Un anno dopo Ladyhawke, Rocca Calascio venne riproposta come location in un'altra produzione internazionale di prestigio: Il Nome della Rosa, trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Umberto Eco diretta dal regista francese Jean-Jacques Annaud. Il film, ambientato in un'abbazia benedettina del XIV secolo, vede protagonista Sean Connery nei panni di Guglielmo da Baskerville, frate francescano-investigatore che indaga su una serie di misteriosi omicidi.
La produzione del film fu complessa e distribuita su più sedi: gli interni dell'abbazia furono girati al monastero di Eberbach in Germania, mentre gli esterni dell'abbazia furono ricostruiti come un set gigantesco su una collina nei pressi di Fiano Romano, fuori Roma — il più grande set esterno costruito in Europa dopo Cleopatra (1963), progettato dallo scenografo Dante Ferretti. Diverse location italiane completarono il quadro, tra cui Rocca Calascio: l'austerità medievale e l'isolamento del castello abruzzese si prestavano perfettamente per alcune scene esterne pensate per restituire il senso di una comunità religiosa "lontana dal mondo". Le sequenze a Rocca Calascio sono brevi ma scenograficamente potenti.
Il film vinse numerosi premi internazionali (compreso il BAFTA per il miglior attore a Connery e il César per il miglior film straniero), e ancora oggi è considerato uno dei migliori adattamenti cinematografici di un romanzo italiano. Anche qui, l'effetto di lungo termine sulla rocca fu notevole: l'accoppiata Ladyhawke (1985) + Il Nome della Rosa (1986) creò in due anni una notorietà internazionale che ha portato i primi finanziamenti pubblici per il restauro del castello.

Amici miei - Atto IIº (1982) — il primo lungometraggio
Regia: Mario Monicelli
Cast: Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Gastone Moschin
Genere: commedia all'italiana
In ordine cronologico, il primo lungometraggio importante girato a Rocca Calascio non fu Ladyhawke, ma Amici miei - Atto IIº di Mario Monicelli, secondo capitolo della trilogia iniziata da Pietro Germi nel 1975. Monicelli, uno dei grandi maestri della commedia italiana, scelse alcune location appenniniche per le scene esterne del film, e Rocca Calascio compare in alcune sequenze.
Il film, uscito nel 1982, vide protagonisti gli "Amici miei" più amati del cinema italiano (Tognazzi, Noiret, Celi, Montagnani, Moschin) alle prese con nuovi "supercazzole" e nuove "burle". È un classico della commedia italiana che, pur avendo avuto un peso minore di Ladyhawke nella fama internazionale di Rocca Calascio, ha invece avuto un ruolo importante nel far conoscere il castello al pubblico italiano negli anni '80.

Il viaggio della sposa (1997) — Sergio Rubini in Abruzzo
Regia: Sergio Rubini
Cast: Sergio Rubini, Giovanna Mezzogiorno, Carlo Mucari, Umberto Orsini, Franco Iavarone
Genere: commedia drammatica / road movie storico
Negli anni '90, l'attore-regista pugliese Sergio Rubini scelse l'Abruzzo per ambientare Il viaggio della sposa, road movie ambientato nell'Italia meridionale del Seicento (la storia inizia nel settembre 1636). Il film racconta il viaggio di Bartolo (Rubini), rozzo stalliere mandato a scortare la futura sposa del suo padrone — la giovane contessa Porzia Colonna (la giovane Giovanna Mezzogiorno, al suo primo ruolo importante) — dal convento abruzzese di Atri fino a Conversano, vicino Bari. Dopo che una banda di briganti stermina la scorta, i due sono costretti a proseguire da soli attraverso un paesaggio fatto di montagne, villaggi colpiti dalla peste e contadini ribelli.
Le scene a Rocca Calascio rappresentano una delle tappe del viaggio. Il film fu candidato ai David di Donatello nel 1998 e contribuì significativamente alla rinascita del cinema d'autore italiano contemporaneo. È, tra i film "minori" girati a Rocca Calascio, uno dei più interessanti dal punto di vista artistico — vale la pena recuperarlo se siete fan del cinema italiano degli anni '90.

L'orizzonte degli eventi (2005) — il film "fisico" di Vicari
Regia: Daniele Vicari
Cast: Valerio Mastandrea, Constanze Engelbrecht, Yorgo Voyagis
Genere: drammatico
Nel 2005 Rocca Calascio compare in L'orizzonte degli eventi, film di Daniele Vicari liberamente ispirato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (uno dei più importanti centri di fisica nucleare al mondo, situato all'interno della montagna sotto il massiccio). Il film, con Valerio Mastandrea come protagonista, esplora le contraddizioni etiche e personali di un giovane fisico in carriera. La rocca compare come elemento paesaggistico in alcune scene, sfruttando la sua posizione visiva nei pressi del laboratorio scientifico.

The American (2010) — George Clooney sull'Appennino
Regia: Anton Corbijn
Cast: George Clooney, Violante Placido, Paolo Bonacelli, Thekla Reuten
Genere: thriller
Nel 2010, Rocca Calascio tornò sotto i riflettori internazionali grazie a The American, thriller del regista olandese Anton Corbijn (già fotografo di rock band leggendarie come U2 e Depeche Mode) interamente girato in provincia dell'Aquila. George Clooney interpreta Jack, un sicario professionista che si rifugia in un piccolo borgo abruzzese per quella che dovrebbe essere la sua "ultima missione". Il film si avvale di una fotografia di alta qualità del direttore della fotografia tedesco Martin Ruhe — collaboratore storico di Corbijn — che valorizza al massimo i paesaggi del Gran Sasso meridionale.
Le location del film sono distribuite in tutta la provincia: Sulmona, Castel del Monte (AQ), Capestrano, Calascio, Castelvecchio Calvisio, Pacentro e ovviamente Rocca Calascio. La rocca compare in alcune sequenze chiave del film, soprattutto in scene panoramiche che servono a "ambientare" geograficamente la storia. Anche il borgo di Santo Stefano di Sessanio fa da set: la nostra guida a Santo Stefano ne approfondisce gli aspetti turistici.
L'eredità di The American sull'Abruzzo è stata significativa: il film ha generato un piccolo "boom" turistico americano dopo il 2010, con visitatori statunitensi che venivano a vedere "i posti di Clooney". Ancora oggi, alcuni B&B del territorio promuovono pacchetti "The American Tour" che ripercorrono le location del film.
Le serie TV: La Piovra 7 e Padre Pio
Oltre ai lungometraggi cinematografici, Rocca Calascio è stata utilizzata anche in produzioni televisive di rilievo. La più importante è La Piovra 7 - Indagine sulla morte del commissario Cattani (Italia, 1995), settimo capitolo della celebre serie Rai sulla mafia che — dal 1984 al 2001 — ha tenuto incollati allo schermo milioni di telespettatori italiani e internazionali. Le scene a Rocca Calascio sono brevi ma scenograficamente forti.
Successivamente, alcune sequenze di Padre Pio - Tra cielo e terra (miniserie Rai del 2000, regia di Giulio Base, con Michele Placido nei panni di Padre Pio) sono state girate a Calascio e nelle campagne circostanti, con il borgo parzialmente "rivestito" per ricreare il convento di San Giovanni Rotondo come appariva ai tempi di Padre Pio, sfruttando l'aspetto "spirituale" e "remoto" del territorio.
Le produzioni più recenti e l'effetto post-Covid
Negli anni più recenti, Rocca Calascio è stata utilizzata in numerose produzioni minori (cortometraggi, video musicali, spot pubblicitari, documentari naturalistici), oltre a comparire frequentemente in produzioni internazionali di alto profilo. Il Lazio Film Commission e l'Abruzzo Film Commission hanno costruito negli ultimi anni un'infrastruttura logistica per facilitare le riprese nelle aree del Parco Nazionale del Gran Sasso.
Tra le produzioni più recenti che hanno usato la rocca o i suoi dintorni come ambientazione: documentari per National Geographic, alcune campagne pubblicitarie internazionali (Apple, Volkswagen, e altri brand del lusso hanno usato il Gran Sasso come "scenario aspirazionale"), e il documentario Rocca Calascio - The Castle in the Sky prodotto per il mercato anglosassone nel 2022.
In arrivo su Stravagando. Stiamo selezionando in queste settimane le guide turistiche specializzate del Gran Sasso che proporranno tour cinematografici a Rocca Calascio direttamente sulla nostra piattaforma — visite ai punti esatti dove sono state girate le scene di Ladyhawke, Il Nome della Rosa e The American, con storia, dietro le quinte e curiosità di set. Iscrivetevi alla newsletter per essere tra i primi a prenotare.
Come fare un "tour cinematografico" a Rocca Calascio
Se siete appassionati di cinema e volete ripercorrere le location dei grandi film girati alla rocca, ecco i punti chiave da visitare in ordine.
1. La rocca vista dal sentiero di Calascio. È l'inquadratura "iconica" di Ladyhawke: il castello che emerge dal crinale, con la valle del Tirino in basso. Per riprodurre questa visuale, salite il sentiero da Calascio nei primissimi minuti dell'alba o nei minuti finali del tramonto.
2. La chiesa ottagonale di Santa Maria della Pietà. Costruita nel 1596, è uno dei luoghi più fotografati dei film. Compare brevemente in Il Nome della Rosa e in Ladyhawke. La sua geometria ottagonale e il suo isolamento la rendono immediatamente riconoscibile.
3. Il mastio centrale e le quattro torri. L'interno della rocca, visitabile gratuitamente, è il "set" principale di numerose scene. Le quattro torri cilindriche fortemente scarpate sono la firma architettonica della rocca, perfettamente riconoscibili nei film.
4. Il borgo medievale (parte alta). Le rovine del borgo abbandonato sopra il castello sono state usate in molte scene "ambientali". Negli anni recenti sono state parzialmente recuperate, ma mantengono l'atmosfera "fuori dal tempo" che ne ha fatto la fortuna cinematografica.
5. La strada panoramica da Castelvecchio Calvisio. La strada di accesso da sud, attraverso l'altopiano, compare in numerose scene "in viaggio" di film e serie TV — particolarmente in The American di Clooney.
6. Santo Stefano di Sessanio. Per i fan di The American, è una tappa imprescindibile: alcune scene chiave del film (compresi gli interni del Sextantio Albergo Diffuso) sono girate qui. Approfondimento nella nostra guida al borgo.
Per organizzare il tour completo, calcolate una giornata intera (mattina ai punti panoramici di Calascio, pomeriggio tra borgo medievale e Santo Stefano). Una guida ambientale specializzata può raccontarvi dettagli e dietro-le-quinte che renderanno il tour molto più ricco — costi indicativi 50-90 € per un tour di 4-5 ore.
Domande frequenti sui film girati a Rocca Calascio
Rocca Calascio è davvero il castello di Ladyhawke?
Sì. Rocca Calascio compare in Ladyhawke (1985) come rifugio dell'eremita Imperius interpretato da Leo McKern. All'epoca delle riprese il castello non era ancora stato restaurato, e il suo aspetto in rovina è proprio ciò che si vede nel film. È uno dei principali motivi per cui generazioni di spettatori internazionali la riconoscono ancora oggi.
Si possono visitare le location dei film?
Sì, tutte le location sono accessibili gratuitamente. Il castello, la chiesa di Santa Maria della Pietà e il borgo medievale sono visitabili durante gli orari di apertura del sito (dalle 9:00 al tramonto). Per Santo Stefano di Sessanio (location di The American) la visita del borgo è libera; gli interni del Sextantio sono accessibili solo agli ospiti dell'hotel o a chi prenota una cena al ristorante.
Quanto è cambiata Rocca Calascio rispetto a quando è stata girata Ladyhawke?
Tantissimo. Nel 1984-1985, quando furono girate le scene di Ladyhawke, la rocca era completamente in rovina: torri parzialmente collassate, mura cadute, borgo abbandonato. I primi restauri partirono proprio nella seconda metà degli anni '80, anche grazie ai cachet pagati dalle produzioni cinematografiche. Oggi la rocca è restaurata e visitabile in sicurezza, anche se mantiene un aspetto "selvaggio" coerente con l'originale medievale.
Esistono tour guidati cinematografici a Rocca Calascio?
Sì, alcune guide ambientali e cooperative locali (come Vivi Calascio) organizzano tour tematici dedicati ai film girati alla rocca. I tour durano in media 3-5 ore e includono visita ai punti di ripresa, racconto delle produzioni, dietro le quinte. Costo medio: 50-90 € a persona. Su Stravagando, una volta operativi, sarà possibile prenotare questi tour direttamente.
Quanto ha pagato la produzione di Ladyhawke per girare a Rocca Calascio?
Le cifre esatte non sono mai state rese pubbliche, ma è documentato che il cachet versato dalle produzioni di Ladyhawke e Il Nome della Rosa al Comune di Calascio fu utilizzato per finanziare i primi importanti lavori di restauro del castello tra il 1986 e il 1989. È un caso interessante di "cinema che salva il patrimonio".
Si possono fare riprese (anche amatoriali) a Rocca Calascio?
Le riprese fotografiche e video amatoriali per uso personale sono libere e gratuite. Per riprese professionali (anche per matrimoni, cortometraggi, spot, documentari), serve un'autorizzazione preventiva del Comune di Calascio e — per riprese su area parco — anche dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Costi e modalità variano secondo tipologia di produzione.
Qual è il momento migliore per visitare Rocca Calascio per ragioni "cinematografiche"?
Il tramonto, senza dubbio. È esattamente il tipo di luce che i registi cercano: rossi e aranciati intensi sulle pietre bianche, ombre lunghe, contrasti drammatici. Per le foto "alla Ladyhawke", arrivate almeno un'ora prima dell'orario ufficiale del tramonto.
Ci sono altri castelli abruzzesi usati nel cinema?
Sì. Oltre a Rocca Calascio, in Abruzzo sono stati usati anche: il borgo di Santo Stefano di Sessanio (The American), Castel del Monte (AQ) (The American e Ladyhawke), Capestrano (The American), il monastero di Santo Spirito a Maiella (vari documentari), il borgo di Sulmona (numerose produzioni). L'Abruzzo è una delle regioni italiane con la più alta densità di location cinematografiche.
Vivete il "cinema" di Rocca Calascio con Stravagando
Rocca Calascio è una location cinematografica viva, non un set abbandonato. Visitarla con la consapevolezza dei film che l'hanno resa famosa — magari guidati da chi conosce ogni dettaglio delle produzioni — trasforma la visita da "fotografia veloce" a "esperienza" vera.
Stravagando sta costruendo in queste settimane il proprio catalogo di esperienze a Rocca Calascio, compresi tour cinematografici tematici con guide ambientali specializzate che vi accompagneranno nei punti esatti dove sono state girate le scene chiave dei grandi film.
Se siete viaggiatori cinefili, iscrivetevi alla newsletter: vi avviseremo non appena i primi tour saranno prenotabili online.
Se siete guide ambientali specializzate o operatori cinematografici locali e volete proporre il vostro tour nel nostro catalogo, scriveteci.
Buon viaggio (e buona visione).